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SCENARIO/ La non-scelta di Monti che manda l’Italia fuori dall’Europa

Pubblicazione:sabato 31 dicembre 2011

Giorgio Napolitano con Mario Monti (Ansa) Giorgio Napolitano con Mario Monti (Ansa)

Tornando all’intervista in questione, essa come si diceva va ascoltata attentamente parola per parola, comprese le domande e risposte della sua fase conclusiva. Da essa emergono con grande chiarezza prospettive e limiti del nuovo governo. È perciò opportuno che ne tenga attento conto chi nella società civile italiana avesse tutte le idee e tutta la consistente e non compromissoria presenza nella vita pubblica che occorrono per non subire passivamente l’operazione politica avviata dal presidente Napolitano, ma invece per integrarla in modo positivo in tutta la misura del possibile. In tale orizzonte merita fra le altre cose di rilevare che la conferenza stampa di fine anno sembra aver ancora una volta confermato che il nuovo governo non ha una politica estera se non (nella misura in cui la si può ancora ritenere tale) quella riferibile ai rapporti con l’Unione europea, peraltro vista per lo più come una specie di babau.

Un gigante minaccioso di fronte al quale dobbiamo stare con la coda tra le gambe piuttosto che un’unione tra pari, dove, abbiamo tanto il dovere di ascoltare e di dare quanto il diritto di dire e di chiedere. Niente invece – se non un vago rinvio, di nuovo, alla preoccupazione di stare in riga con l’”Europa” – per quanto riguarda il Mediterraneo e il sudest europeo, l’essere adeguati interlocutori dei quali ci dà in sede europea un peso che altrimenti non avremmo. Niente di niente per quanto concerne poi il resto del mondo. Anche a voler restare rigorosamente dentro il perimetro di un programma di sola politica economica, come Monti ha ribadito, come fa a non avere una vera politica estera il governo di un Paese come il nostro, per il quale l’import/export non è un’aggiunta supplementare bensì un motore primario della grande economia manifatturiera che noi siamo?

 

http://robironza.wordpress.com/



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COMMENTI
01/01/2012 - governo Monti (maria gonano)

L' unità dell'Europa è basata sull'economia ovvero sull' euro.Il vero fondamento lo indica il Papa "l'Europa sarà cristiana o non ci sarà Europa" Quanto devono ancora capire i politici; che delusione questi economisti che ci governano convinti che si esce dalla crisi tassando la gente: Quando è sbagliato il fondamento,le scelte poltiche non sono adeguate. Leo Aletti

 
01/01/2012 - GIANLUIGI PARENTI SI SBAGLIA DI GROSSO (Giuseppe Crippa)

Se fosse vero, caro Parenti, che il mandato di questo governo è esclusivamente economico, allora sarebbe bastata la nomina del prof. Monti (che ha anche l'interim di Economia e Finanze) con conseguente notevole risparmio di ministri e sottosegretari! Ricordo inoltre che il popolo ha eletto (col “Porcellum” purtroppo) dei parlamentari e non dei governi, e che la gran parte di questi parlamentari ha accordato la fiducia al governo Monti. Finalmente sento profumo di realismo, di competenza e di impegno!

 
31/12/2011 - HA RAGIONE ROBI RONZA (GIANLUIGI PARENTI)

...ma, caro Crippa, l'unico valore (?) di questo governo è l'economia. Non ha altro mandato. Per cui hanno fatto passare lacrime e sangue? OK, grazie (?), però ora si dimettano. Altrimenti portino un nuovo programma da discutere alle Camere e provino ad avere la fiducia. Loro non sono eletti dal popolo e la politica estera, se permetti, devono farla i politici e su un programma votato dal popolo. Altrimenti sento puzza di oligarchia!

 
31/12/2011 - volontà, obiettivi, mezzi (francesco taddei)

una politica europea di pari dignità implica forza economica, competenze e strategie. l'europa non è il paese delle strette di mano e tavole rotonde. chi è più forte emerge chi non lo è soccombe. noi abbiamo il sole, il mare e la pizza, che altro vogliamo?

 
31/12/2011 - Era la stessa conferenza stampa? (Giuseppe Crippa)

Ho seguito anch'io con attenzione alla conferenza stampa del prof. Monti, e mi chiedo se si sia trattato della stessa conferenza stampa di cui scrive Robi Ronza. Ne sono uscito infatti con sensazioni e convinzioni diverse, anche per quanto riguarda gli accenni al rapporto con l'Europa ed il Medio oriente, Libia in primis. Robi Ronza sintetizza molto efficacemente l'eloquio del nuovo premier con la frase: “umile nella forma ma in effetti perentorio nella sostanza”. Guardi dunque alla sostanza, e noterà che anche in politica estera, europea e non, Mario Monti ha un progetto la cui implementazione è già partita, come si evince dagli incontri già programmati per gennaio: il 6 con il primo ministro francese Juppè, poi con l'inglese Cameron, Sarkozy e la Merkel. Per non parlare della visita in Libia al neo presidente Jalil, prevista anch'essa per metà gennaio.