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Esteri

SCENARIO/ La non-scelta di Monti che manda l’Italia fuori dall’Europa

Conviene riguardarsi attentamente la conferenza stampa di fine anno del premier Mario Monti. Per accorgersi di una anomalia grande come una casa. anzi, molto di più. ROBI RONZA

Giorgio Napolitano con Mario Monti (Ansa)Giorgio Napolitano con Mario Monti (Ansa)

Mario Monti è un professore nato, come ci si ricorda ancora a Varese dove vide la luce e fece i suoi primi passi con la stessa aria professorale che da allora ad oggi mai più l’avrebbe abbandonato. Nel quartiere di Sant’Ambrogio ai piedi del Sacro Monte – dove per molti anni con la famiglia passava le estati anche dopo il rientro a Milano al termine della seconda guerra mondiale – c’è ancora chi ricorda che suo padre, alto dirigente della Banca Commerciale Italiana, agli amici che gli chiedevano che cosa pensasse di fare da grande il giovane Mario, rispondeva sospirando che invece di puntare alla Comit dove ovviamente avrebbe avuto porte aperte, “al vör faa el prufesur...”.

Beninteso il professor Mario Monti di strada ne ha poi fatta molta, ma professore è nato e professore è rimasto, come si vede anche adesso che è capo di governo. Lo scorso 29 dicembre, in occasione della sua conferenza stampa di fine anno, è bastato che prendesse la parola perché come per incantesimo la sala stampa di palazzo Chigi si trasformasse in un’aula della Bocconi e i cronisti presenti in una platea di compunti studenti bocconiani scrupolosamente chini sui loro blocchi di appunti. Dopo aver promesso un breve intervento di apertura, Monti ha poi parlato invece per circa 50 minuti con la sua tipica voce straordinariamente monocorde (nel senso proprio e non figurato della parola) spiegando il proprio progetto politico per l’anno entrante con grande precisione, in modo semplice e qua e là addirittura umile nella forma ma in effetti perentorio nella sostanza.

Fatto senza molti precedenti, la prima rete televisiva della Rai ha trasmesso in diretta l’intera conferenza stampa, posponendo per questo la diffusione del Tg1 in programma alle 13,30. Grazie a ciò adesso tale intervista, durata dalle 12 fin quasi alle 14, si può ritrovare integralmente su vari siti Internet. A chi non l’avesse vista consiglio di aver la pazienza di andarsela a vedere da capo a fondo. Si tratta di un documento interessantissimo dal quale si ricava in modo esauriente un quadro molto chiaro sia del programma che della filosofia politica dell’ attuale premier e del suo governo. Questo tanto più considerando che mai prima di lui un presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana ha avuto sui propri ministri un potere di direzione altrettanto effettivo, essendo costoro non capi partito o capi corrente con un loro seguito politico e dei loro obiettivi, bensì  tecnici posti al suo servizio da chi lo ha nominato, ossia il presidente della Repubblica. E tra l’altro tecnici che se congedati rischiano (relativamente) ben più di lui, che ha il grande paracadute supplementare costituito dal seggio di senatore a vita che per l’appunto nessuno gli potrà mai togliere finché vive.


COMMENTI
01/01/2012 - governo Monti (maria gonano)

L' unità dell'Europa è basata sull'economia ovvero sull' euro.Il vero fondamento lo indica il Papa "l'Europa sarà cristiana o non ci sarà Europa" Quanto devono ancora capire i politici; che delusione questi economisti che ci governano convinti che si esce dalla crisi tassando la gente: Quando è sbagliato il fondamento,le scelte poltiche non sono adeguate. Leo Aletti

 
01/01/2012 - GIANLUIGI PARENTI SI SBAGLIA DI GROSSO (Giuseppe Crippa)

Se fosse vero, caro Parenti, che il mandato di questo governo è esclusivamente economico, allora sarebbe bastata la nomina del prof. Monti (che ha anche l'interim di Economia e Finanze) con conseguente notevole risparmio di ministri e sottosegretari! Ricordo inoltre che il popolo ha eletto (col “Porcellum” purtroppo) dei parlamentari e non dei governi, e che la gran parte di questi parlamentari ha accordato la fiducia al governo Monti. Finalmente sento profumo di realismo, di competenza e di impegno!

 
31/12/2011 - HA RAGIONE ROBI RONZA (GIANLUIGI PARENTI)

...ma, caro Crippa, l'unico valore (?) di questo governo è l'economia. Non ha altro mandato. Per cui hanno fatto passare lacrime e sangue? OK, grazie (?), però ora si dimettano. Altrimenti portino un nuovo programma da discutere alle Camere e provino ad avere la fiducia. Loro non sono eletti dal popolo e la politica estera, se permetti, devono farla i politici e su un programma votato dal popolo. Altrimenti sento puzza di oligarchia!

 
31/12/2011 - volontà, obiettivi, mezzi (francesco taddei)

una politica europea di pari dignità implica forza economica, competenze e strategie. l'europa non è il paese delle strette di mano e tavole rotonde. chi è più forte emerge chi non lo è soccombe. noi abbiamo il sole, il mare e la pizza, che altro vogliamo?

 
31/12/2011 - Era la stessa conferenza stampa? (Giuseppe Crippa)

Ho seguito anch'io con attenzione alla conferenza stampa del prof. Monti, e mi chiedo se si sia trattato della stessa conferenza stampa di cui scrive Robi Ronza. Ne sono uscito infatti con sensazioni e convinzioni diverse, anche per quanto riguarda gli accenni al rapporto con l'Europa ed il Medio oriente, Libia in primis. Robi Ronza sintetizza molto efficacemente l'eloquio del nuovo premier con la frase: “umile nella forma ma in effetti perentorio nella sostanza”. Guardi dunque alla sostanza, e noterà che anche in politica estera, europea e non, Mario Monti ha un progetto la cui implementazione è già partita, come si evince dagli incontri già programmati per gennaio: il 6 con il primo ministro francese Juppè, poi con l'inglese Cameron, Sarkozy e la Merkel. Per non parlare della visita in Libia al neo presidente Jalil, prevista anch'essa per metà gennaio.