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ELEZIONI RUSSIA/ Così i russi hanno "espugnato" il vincitore Putin

Pubblicazione:lunedì 5 dicembre 2011

Putin e Medvedev (Ansa) Putin e Medvedev (Ansa)

Per la verità, qualche sintomo di debolezza, di timore il sistema l’aveva dato: una decina di giorni fa, per la prima volta in assoluto Vladimir Putin è stato platealmente fischiato sul ring dello stadio Olimpijskij di Mosca mentre al microfono si stava congratulando con il vincitore di un incontro di arti marziali. Il video di due minuti ha fatto il giro del mondo prima che venisse ritirato e «ripulito» dell’inopportuno sonoro. Il servizio stampa di Putin ha ritenuto doveroso intervenire con esaurienti spiegazioni, ma la gente, intanto, ridacchiava soddisfatta: un’audacia di questo genere non si era mai vista. E si moltiplicano salaci barzellette in stile brežnieviano.
Qualche mese fa da un ponte sulla Moscova, in centro città, è stato srotolato un enorme striscione che vedeva Putin dietro le sbarre, e in giacca e cravatta Michail Chodorkovskij, l’oligarca che, probabilmente considerato un pericoloso concorrente al potere, è da anni rinchiuso in un lager dell’Estremo Oriente. Sotto i due personaggi la scritta: «È ora di scambiarsi». E i timori dell’attuale leadership nei confronti di Chodorkovskij continuano a essere tali che un documentario su di lui, girato dal tedesco Cyril Tuschi, in questi giorni è stato «volontariamente» respinto, una dopo l’altra, da tutte le sale cinematografiche di Mosca.
La violenza ha sempre, come rovescio della medaglia, la paura – paura di perdere il potere, di perdere il controllo della situazione. Le elezioni di oggi, forse, hanno liberato da queste paure i leader di Russia Unita, che hanno perso il monopolio del potere e ora possono rimettersi in gioco, far vedere quanto valgono ed essere giudicati su quanto propongono.



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