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TUNISIA/ Mario Mauro: un record mondiale è pronto a scatenare nuove rivolte

Dopo la caduta di Ben Ali, spiega MARIO MAURO, il nuovo esecutivo dovrà affrontare sfide importanti per non vedere nuove proteste di piazza

Foto Ansa Foto Ansa

Da quando in Tunisia è caduto il governo di Ben Ali, a seguito delle rivolte scoppiate in tutto il paese, l’Unione europea sembra aver assunto un ruolo di leadership nell’accompagnare la transizione democratica del paese nordafricano.

Il Consiglio europeo, riunitosi alla fine di gennaio, aveva espressamente annunciato che “l’Unione europea è determinata a sostenere pienamente i processi di transizione verso la governance democratica, il pluralismo, migliori possibilità di prosperità economica e di inclusione sociale e una maggiore stabilità regionale”.

Lo scorso 3 febbraio, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione nella quale si conferma la volontà di perseverare nell’implementazione delle clausole in favore dei diritti umani durante la stipula degli accordi con i paesi terzi. Il documento propone altresì “alla Commissione europea e alla Banca europea degli investimenti di sostenere la Tunisia attraverso prestiti a tasso agevolato, per consentire all’economia tunisina di diversificarsi e offrire prospettive di lavoro qualificato ai giovani tunisini, nel quadro di un autentico contratto di sviluppo che favorisca gli investimenti produttivi locali ed esteri”.

Questo cambiamento in senso democratico, auspicato da tutti, dovrà essere accompagnato da azioni concrete del nuovo Governo, soprattutto per affrontare nel modo migliore ciò che ha scatenato la rivolta e che ha rovesciato il regime di Ben Ali. Dal 3 al 6 febbraio ho fatto parte della delegazione ad hoc del Parlamento europeo in Tunisia, che aveva l’obiettivo di creare le condizioni affinché i propositi espressi avessero un reale seguito.

Siamo stati ricevuti dal Primo Ministro, Mohammed Ghannouchi, dal ministro degli Esteri, Ahmed Ounais, dal ministro della Difesa, Abdlkrim Zbidi e dal ministro della Giustizia, Lazhar Karoui Chebbi. Abbiamo incontrato inoltre i leader delle principali forze politiche.