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EGITTO/ Parsi: le proteste del Cairo, un nuovo 11 settembre

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Dubito che l’Iran possa avere una grande influenza sull’Egitto, quest’ultimo è una sorta di architrave del mondo arabo. Ahmadinejad può agitarsi quanto vuole, ma non riuscirà mai a diventare la guida del mondo arabo. Soprattutto perché gli iraniani non sono arabi, come non lo sono i turchi o gli israeliani. Iran, Turchia e Israele sono tre Paesi molto potenti. Ma l’Egitto, pur attraversando una crisi politica, ha nel suo mazzo una carta in più, quella di essere un Paese arabo, e grazie a questo ha sempre esercitato una leadership in tutto il Medio Oriente.

Quello che accade al Cairo può destabilizzare i rapporti con Israele?
 
Gli israeliani hanno tenuto la porta aperta a Mubarak fino alla fine e non si sono schierati né troppo a favore né troppo contro di lui. E’ chiaro che avrebbero preferito il mantenimento dello status quo. Ma quando questo è impossibile, è inutile stare lì a piangere dicendo «Come era bello prima». Si guarda alla situazione nuova e si cerca di capire come far sì che, se non è apertamente a tuo vantaggio, non sia neanche del tutto a tuo svantaggio.

Ora l’onda egiziana si propagherà nei Paesi arabi moderati?

Anche l’Iran, che non è moderato, la sua onda l’ha già avuta e bisogna vedere se quanto sta accadendo nel mondo arabo non porterà a una seconda ondata... Che si propaghi poi nel resto del Medio Oriente è molto probabile. Negli anni ’50 abbiamo avuto i colpi di Stato militari, negli anni ’70 le repubbliche islamiche, nel decennio attuale potremmo avere le rivoluzioni dal basso. Il mondo arabo ha confini abbastanza smussati per poter immaginare che le ondate si propaghino in maniera più impattante e più forte.

Perché i tunisini, dopo avere ottenuto la democrazia, fuggono in Sicilia?

Perché la democrazia non ha mai riempito la pancia a nessuno. In Tunisia inoltre non c’è la democrazia, ma non un regime autoritario. Per cui magari non puoi ancora determinare il tuo futuro con il voto, ma intanto puoi andare al porto, prendere una barca e sparire. E nel dubbio, tra stare in Tunisia e andare a vivere in Unione europea, qualunque persona normale sceglierebbe la seconda.
 
(Pietro Vernizzi)
 



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COMMENTI
14/02/2011 - ma anche un nuovo 11 Settembre ... (attilio sangiani)

Ottimo il commento di Parsi. Però non mi pare abbia torto Maroni a paragonare i fatti di Tunisia ed Egitto (per ora)alla "caduta del muro di Berlino",che ha aperto scenari nuovi e sostanzialmente favorevoli all'Occidente.. non esclusi nemmeno da Parsi.

 
14/02/2011 - Egitto e Tunisia (Bruno D'Alba)

Commento le ultime frasi dell'articolo che riguardano la Tunisia. Ma allora tutti i tunisini dovrebbero venire in Europa? e poi magari gli algerini dopo aver fatto una loro bella rivolta contro l'attuale dittatura? e poi magari anche i marocchini? e chi più ne ha più ne metta? e dove la mettiamo in Europa tutta questa gente?