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Esteri

IL CASO/ 2. Il fallimento culturale dietro gli sbarchi di Lampedusa

Una folla di immigrati a Lampedusa (Foto Ansa)Una folla di immigrati a Lampedusa (Foto Ansa)

Il nostro ministero degli Interni, per parte sua, avrebbe dovuto comunque preparare Lampedusa all’evenienza riattivando il suo Centro di accoglienza e inviando nell’isola adeguate forze di polizia. Non a caso parlo di “evenienza” e non di “emergenza”: proprio a motivo della sua assoluta prevedibilità, infatti, il nuovo afflusso di immigranti illegali dalla Tunisia non ha nulla di emergenziale.

 

Viceversa, nulla è stato previsto, predisposto e preparato. Quando poi, iniziato l’afflusso di “boat people”, siamo stati ancora una volta mesti testimoni della consueta… gara d’inseguimento della presunta emergenza con ministri che fanno dichiarazioni scoordinate tra loro, aerei che volano a Lampedusa a caro prezzo (per le nostre tasche di contribuenti) a prendere gli immigranti che l’isola non sa più dove mettere, fino alla magra figura del Centro di accoglienza occupato dagli immigranti e gestito alla bell’e meglio dalle organizzazioni non governative; e con i portavoce dell’Alto Commissariato dell’Onu per i Rifugiati che fanno la morale al governo italiano davanti alle telecamere, sicuri che gli ignari intervistatori non domanderanno mai loro come mai l’Alto Commissariato sta a Lampedusa a fare il grillo parlante, e non invece in Tunisia a fare il suo lavoro.

 

L’attuale governo italiano ha insomma la sua bella parte in commedia (compreso il solito intervento della Protezione Civile nel suo ormai tradizionale e sempre più preoccupante ruolo di sostituto anomalo di un’amministrazione ordinaria dello Stato che non funziona). Però anche tutti gli altri attori non sono da meno. È, dicevamo, un fallimento culturale prima che politico: uno dei tanti frutti avvelenati di una cultura senza visione e senza respiro, e sempre meno capace di fare i conti con la realtà.

 

www.robironza.wordpress.com

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COMMENTI
16/02/2011 - Fallimento o Commedia ? (Antonio Servadio)

In effetti si danno almeno due possibili interpretazioni (solo apparentemente antitetiche) per questa macroscopica e incredibile lacuna. Potrebbe essersi trattato dell'ennesimo fallimento delle intelligenze e/o della proverbiale ingessatura degli apparati - nulla di nuovo per il vecchio amato Stivalaccio. Oppure, potrebbe essere una ben studiata commedia, appositamente predisposta per creare un'occasione di polemica con l' Unione Europea, per sollecitare una politica comunitaria sulla gestione dell'immigrazione clandestina che finora non è mai stata orchestrata (e non certo per colpa del ns. governo). Propendo per la seconda ipotesi. Se di commedia si è trattato, resto comunque dell'idea che sia comunque un difetto di intelligenza politica: a nord delle Alpi non si ragiona affatto in questo modo, non si procede per commedie e tragicommedie. La cultura dominante è impostata su una "forma mentis" diametralmente opposta: raziocinio e pianificazione. Qui ci si sarebbe potuti muovere con largo anticipo e contemporaneamente sollecitare l'Unione presentando in buon ordine un serio "layout" di piano operativo corredato dal corrispondente "budget". Ma qua, nel paese delle operette, si predilige quello stile pasticciato, sguaiato di cui apprezziamo ogni giorno i riflessi nei grotteschi guazzabugli delle trasmissioni televisive. Quelle stesse che a nord delle Alpi forniscono di noi tutti un'immagine deteriore, da paese incivile.