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L'ISOLA DI SARK/ Dove non ci sono luci, macchine, ma un grande cielo nero

L'isola dove non ci sono le luci

L'Isola di Sark L'Isola di Sark

L’assonanza tra Sark e il termine inglese “dark” non deve essere casuale. Sulla piccola isola situata nel bel mezzo della Manica (è la più piccola delle quattro isole del Canale), infatti, le luci non sono molto amate. “Meglio il buio pesto”, dicono in coro gli abitanti.

Ecco perché non sono ammesse le automobili, ma solo veicoli trainati a cavallo, biciclette, trattori o veicoli motorizzati per disabili e anziani. Senza fari o strade asfaltate e piene di lampioni. L’esiguo inquinamento luminoso ha fatto sì che la piccola isola britannica sia appena stata inclusa nella lista dei cieli neri mondiali. Cioè di quei luoghi non contaminati da luci, in cui le stelle brillano nell’oscurità della volta celeste come in nessun’altra parte del globo. Dove si può ammirare la via Lattea in tutto il suo splendore e le meteore cadono così frequentemente da indurre a pensare che sia ogni giorno San Lorenzo.

La certificazione è arrivata in questi giorni dall’Ida (International Dark-sky Association, di cui fa parte anche l’italiana Cielobuio), che individua i posti meritevoli del titolo in tutto il mondo. E che compie anche le verifiche del caso.