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L'ISOLA DI SARK/ Dove non ci sono luci, macchine, ma un grande cielo nero

Pubblicazione:mercoledì 2 febbraio 2011

L'Isola di Sark L'Isola di Sark

Non sia mai che un faro acceso in piena notte rovini tutto. Il premio a Sark segna un nuovo capitolo per l’Ida: si tratta infatti del primo riconoscimento a un’isola per il suo cielo oscuro. Così Sark è ora a pieno titolo l’isola più buia del mondo. L’assegnazione ha reso entusiaste le poche centinaia di abitanti (erano 610 nel 2002, ora sarebbero poco più di 700 ma non c’è un dato ufficiale), che hanno contribuito fattivamente alla conquista del titolo, limitando ancora di più la produzione di luce mentre i tecnici dell’Ida facevano i loro rilevamenti.

Addirittura, come riporta il notiziario dell’Istituto nazionale di astrofisica, a Sark “è stato adottato un piano di gestione dell’illuminazione pubblica e privata studiato ad hoc da un esperto, Jim Patterson, dell’Institute of Lighting Engineers, per un approccio ‘dark sky friendly’ alla luce artificiale. In pratica, tutte le sorgenti luminose sono progettate in modo da indirizzare verso l’alto la minor quantità di luce possibile”. Alla fine lo sforzo degli abitanti di Sark è stato premiato. Paul Williams, delegato alle questioni ambientali sull’isola e membro del Chief Pleas (una sorta di consiglio dei ministri locale) è entusiasta.

“Il fatto che Sark sia divenuta la prima isola al mondo a fregiarsi del titolo di cielo nero è semplicemente fantastico e non può che avere l’effetto di accrescere il nostro appeal nei confronti dei forestieri. Sark è un posto magnifico e questo premio ci farà conoscere da un pubblico ancora più vasto che vorrà venire di persona per vedere quanto è buia la nostra isola”.


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