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SCENARIO/ Come mai l’Europa ha abbandonato i cristiani in Medio Oriente?

L’Alto rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera sollecitata a elaborare una dichiarazione di condanna delle persecuzioni dei cristiani in Medio Oriente ha evitato di parlare di cristiani e di Medio Oriente. Il racconto di ROBI RONZA

Il Parlamento europeo (Imagoeconomica) Il Parlamento europeo (Imagoeconomica)

Riuscirà l’Europa a sopravvivere alle pulsioni suicide che ora  la scuotono?  Ecco la prima domanda che dobbiamo farci alla notizia di episodi come quello dell’altro ieri a Bruxelles, dove l’Alto rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera, l’inglese lady Catherine Ashton, sollecitata a elaborare una bozza di dichiarazione comune di condanna delle persecuzioni delle minoranze cristiane nel Medio Oriente ma non solo,  ha presentato ai ministri degli Esteri dell’Ue  una bozza di testo nel quale si perorava genericamente la causa della libertà di religione e di fede nel mondo, ma senza parlare né di cristiani, né di Medio Oriente.

Il ministro italiano Frattini, per iniziativa del quale la questione era stata posta all’ordine del giorno, è allora intervenuto chiedendo che il testo venisse modificato avendo in ciò il sostegno dei colleghi francese e polacco. Altri ministri si sono però opposti alla modifica. A questo punto, dal momento che in tale sede le decisioni si possono prendere solo  all’unanimità, lady Ashton ha ritirato il suo testo promettendo di presentarne un altro in una prossima occasione.

Che l’episodio sia squalificante per l’Unione Europea è di un’evidenza palmare. Per chi poi, come è il mio caso, le comunità cristiane in Medio Oriente non sono numeri ma anche volti, famiglie, chiese e luoghi, al pensiero di persone e di situazioni  personalmente conosciute il disagio è ancora più grande.