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Esteri

LIBIA/ A rischio le forniture di gas per l'Italia

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La stessa televisione pubblica aveva peraltro riferito qualche ora prima di «assalti» delle forze di sicurezza a un presunto «covo di terroristi». Il capo di stato maggiore, Abu-Bakr Yunis Jabir, agli arresti domiciliari dopo essere passato dalla parte dei rivoltosi, conferma la divisione presente nell'esercito libico. Defezioni a macchia d’olio invece per i diplomatici libici nel mondo: dopo le dimissioni ieri dell’ambasciatore di Tripoli presso la Lega Araba, ha lasciato la delegazione libica all’Onu e il numero due della missione Ibrahim Dabbashi ha invocato un intervento internazionale contro quello che ha definito «un genocidio». Ma anche diplomatici in Cina, Regno Unito Polonia, India, Indonesia, Svezia e Malta, hanno abbandonato Gheddafi.

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