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SOCIAL NETWORK/ Egitto, chiamano la figlia Facebook in onore della rivoluzione

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Una immagine simbolo della rivoluzione Facebook in Egitto, foto Ansa  Una immagine simbolo della rivoluzione Facebook in Egitto, foto Ansa

Non è stato solo Facebook a permettere ai rivoltosi egiziani di portare a termine vittoriosamente la loro battaglia. Anche Twitter, Youtube e perfino Google sono stati di fondamentale aiuto. Ma la scelta di questi genitori egiziani è ricaduta proprio su FB, simbolo di come i social network aiutano a lanciare messaggi di libertà. Talmente importante che non è un caso che i regimi dittatoriali di mezzo mondo tentino di censurare il social network appena possibile, come di fatto ha tentato di fare lo stesso governo egiziano.

LE REAZIONI - L'11 febbraio, mentre la rivoluzione egiziana procede con l'occupazione della piazza simbolo, Tahir Square nel cuore del Cairo,, il sito peacelink.it riporta questo drammatico messaggio: "Confermiamo quanto è stato riferito stasera: in un'azione senza precedenti nella storia della Rete, il governo egiziano sembra aver ordinato ai provider di servizi Internet di disattivare tutte le connessioni internazionali. I fondamentali collegamenti in fibra ottica tra l'Europa e l'Asia attraverso l'Egitto sembrano non essere coinvolti finora. Ma in Egitto tutti i servizi, ogni tipo di attività, dalle banche ai siti Internet, ai bar, alle scuole, alle ambasciate ed agli uffici del governo che si basavano su uno dei quattro grandi provider per i loro collegamenti, sono ora tagliati fuori dal resto del mondo. Link Egypt, Vodafone/Raya, Telecom Egypt, Etisalat Misr e tutti i loro utenti e partner sono, per il momento, offline".

E' il disperato tentativo del regime di Mubarak di sconfiggere la rivoluzione pacifica che proprio grazie alla Rete è nata ed è riuscita a organizzarsi. Qualche ora dopo il sito riporta una aggiornamento: "Renesys ha rilevato la scomparsa virtuale e simultanea di tutti i collegamenti in rete dall'Egitto nel quadro dei collegamenti Internet mondiali. Circa 3500 singoli instradamenti BGP sono scomparsi, senza lasciare percorsi validi attraverso i quali il resto del mondo possa continuare a scambiare informazioni con i provider egiziani. Praticamente tutti gli indirizzi internet egiziani sono impossibili da raggiungere, da tutto il mondo".



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