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LIBIA/ L'esperto: senza "cancelli" l'Italia rischia 200 milioni di immigrati in 20 anni

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Immigrati a Lampedusa (Foto: Ansa)  Immigrati a Lampedusa (Foto: Ansa)

No. Nei Paesi africani ci sono condizioni di vita che spingono le persone ad andarsene. E quindi la vera causa dei flussi migratori non è la capacità attrattiva dei Paesi europei, bensì la situazione economica dell’Africa. Appena le leggi dell’Occidente aprono qualche spiraglio ai nuovi arrivi, i barconi continuano a partire. Se l’Italia in questo momento dichiarasse che è pronta ad accettare 800mila immigrati ogni anno, questi partirebbero subito, anche perché con il tam tam mediatico oggi lo verrebbero a sapere in tempo reale.

 

Quali sono i rischi legati ai nuovi flussi?

 

Il rischio è che si crei una guerra tra poveri, cioè la competizione tra gli stessi immigrati e le fasce più deboli della popolazione italiana. Già oggi lo vediamo: la competizione per la casa popolare ne è un esempio. E presto potremmo vedere la competizione tra immigrati per quei lavori di basso profilo, che però tutto sommato consentono loro di portare a casa quegli 800-1000 euro al mese.

 

Ma nella lotta all’immigrazione clandestina Gheddafi era un partner affidabile?

 

Gheddafi ha ovviamente tutti i limiti legati al suo personaggio. E quindi è inaffidabile, nel senso che ha i suoi disegni e mira a quelli. Ma per i Paesi europei è stato comunque un alleato nel fronteggiare la situazione, la sua presenza in Libia ha scoraggiato i flussi che arrivavano dall’Africa sub sahariana. L’indebolimento di un alleato, scomodo e antipatico quanto vogliamo, può essere il vero problema da gestire per tentare di costruire dei nuovi equilibri. Se l’Europa si impegna oggi per lo sviluppo dell’Africa sub-sahariana, passeranno decenni prima che se ne sentano gli effetti. Quindi comunque un segnale di fermezza, piaccia o no, deve passare. Altrimenti decine di milioni di persone potenzialmente si lasceranno prendere dal tentativo di raggiungere l’Europa, con l’illusione di migliorare la loro esistenza, anche se sappiamo che poi spesso non ci riescono. Quello cui assistiamo nella maggior parte dei casi è infatti un fallimento del progetto migratorio.

 

Ma un innalzamento del tenore di vita in Africa sarebbe in grado di rallentarlo?




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