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Esteri

LIBIA/ Gheddafi assediato, Obama telefona a Berlusconi

La situazione aggiornata in Libia, Obama telefona a Berlusconi

Libia, foto AnsaLibia, foto Ansa

Nella notte il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha telefonato a Silvio Berlusconi così come a diversi capi dell'Europa occidentale, per concordare le prossime azioni nei confronti della situazione libica. Palazzo Chigi ha definito la loro una lunga e cordiale conversazione, con scambio reciproco di informazioni e valutazioni su quanto sta succedendo.

Al termine, hanno «concordato di continuare a tenersi strettamente in contatto, consultandosi e lavorando insieme, per fronteggiare la crisi e le sue possibili conseguenze». Nelle sue telefonate, Obama avrebbe proposto una serie di misure da intraprendere, ad esempio la dichiarazione di una no fly zone sulla Libia e un intervento umanitario da parte dell'Unione Europea, anche se al momento non è chiaro se questo intervento sarebbe da effettuarsi adesso o alla fine dei violenti scontri in atto. Intanto Gheddafi è presumibilmente asserragliato in un bunker a Tripoli. Ieri ha lanciato un audio messaggio telefonico, segno che è costretto a nascondersi e a non farsi riprendere televisivamente per ragioni di sicurezza.

Tra le altre cose, ha accusato Al Qaeda di essere dietro alla rivoluzione in atto e ha chiesto al suo popolo di combattere gli insorti. Dal punto di vista tattico, invece, gli insorti continuano a raggiungere vittorie. Ieri hanno preso il controllo di Misurata, città costiera a circa 200 chilometri da Tripoli, dopo aver respinto una controffensiva dei miliziani sostenitori di Gheddafi.