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LIBIA/ Jean: il tempo fa più forte Gheddafi e le sanzioni Usa gli fanno il solletico

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Innanzitutto quelle di Egitto e Tunisia non sono state rivoluzioni ma colpi di Stato. In Libia inoltre la rivolta è molto più simile a quella dello Yemen. Quanto avvenuto in Egitto è che i militari, che hanno mantenuto il potere, hanno cambiato la vecchia classe dirigente, sostituendo i vecchi generali con quelli giovani. Il resto è stato folklore, i giovani sono scesi in piazza, ma le cose non sono cambiate. La piazza può fare una rivolta, ma non può mai vincere una rivoluzione. La rivoluzione la vincono le minoranze organizzate, dure e decise, che hanno interessi precisi. E’ lo stesso motivo per cui, storicamente, i Giacobini hanno sconfitto i Girondini e i Bolscevichi hanno cacciato i Menscevichi.



Nel caso della Libia, quali sono questi poteri forti che potrebbero uscire vincitori?



Sono gli interessi del clan di Gheddafi, che può fare affidamento su un potere economico senza pari e quindi cambiare a proprio vantaggio la fedeltà dei clan.



Il dittatore  dispone anche di armi chimiche e batteriologiche?



Dovrebbe avervi rinunciato completamente nel 2003, dopo la caduta di Saddam Hussein, in quanto aveva paura di diventare l’obiettivo successivo di un attacco americano. Per questo motivo ha rinunciato al programma nucleare e batteriologico, e ha chiesto il supporto degli Stati Uniti per disarmare e distruggere i suoi arsenali non convenzionali.



Come valuta l’atteggiamento degli Stati Uniti nei confronti di Gheddafi?


COMMENTI
02/03/2011 - Solo un'obiezione (Mariano Belli)

Mi è piaciuta molto l'intervista, che descrive con chiarezza e realismo lo stato delle cose in nordafrica (finalmente qualcuno che parla di colpi di stato, altro che democrazia). Un'obiezione da fare però ce l'ho su questa affermazione : "le regole internazionali impediscono di intervenire contro immigrati disarmati", perchè a me non risulta affatto. E non risulta alla Spagna Zapatero, che gli spara sia in mare che ai confini delle sue enclavi marocchine, non risulta ad Israele (figuriamoci..), nè agli Usa al confine con il Messico. E allora domando : chi ha stabilito che l'Italia deve essere la (l'unica) valvola di sfogo della miseria e dei fanatismi del contimente africano? Chiaro che conviene a tutto il resto del mondo, ma a noi no a meno che no volgiamo suicidarci : l'invasione che si sta preparando, o la fermiamo o ci sommergerà, con buona pace di chi come le ong campa sugli aiuti ai profughi.