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Esteri

EGITTO/ Fattah Hasan (Fratelli musulmani): serve un governo di salvezza nazionale

Un manifestante ferito in EgittoUn manifestante ferito in Egitto

Il nostro partito ha un’unica agenda e una stessa comprensione di quanto sta avvenendo in Egitto. Non esistono divisioni al nostro interno.
 
Qualora i Fratelli musulmani dovessero conquistare la maggioranza in Egitto, che cosa siete disposti a concedere a ElBaradei, ai cristiani e all’esercito?
 
(Hasan sospira, ndr) Non saremo mai la maggioranza nel nostro Paese. In Egitto esistono 18 partiti politici, cui presto se ne aggiungeranno altri otto. Per non parlare degli schieramenti trasversali, religiosi e laici. La mappa politica del nostro Paese per noi è chiara, e siamo consapevoli di non poter esagerare nel descrivere la nostra forza. Del resto lo ripetiamo in ogni occasione: «Noi non siamo e non saremo l’Egitto». Siamo soltanto una fazione fra le altre, un colore dell’arcobaleno, una parte del nostro carissimo popolo. Proprio per questo rispettiamo gli altri partiti, musulmani e cristiani, religiosi e laici. Inoltre in un Paese sano nessuna forza dovrebbe prendere tutto il potere per sé, occorre distribuirlo tra i diversi attori politici della nazione, a differenza di quanto ha fatto il partito di Mubarak in questi 30 anni.

E’ vero che l’imam di Al-Azhar ha sconsigliato agli egiziani di partecipare alle manifestazioni?
 
Sì, rivestendo un ruolo ufficiale nel Paese ha tentato di calmare la situazione. Avrebbe però dovuto rivolgere nello stesso tempo un appello al presidente Mubarak chiedendogli di non usare violenza contro i manifestanti, di evitare spargimenti di sangue, di non uccidere la gente innocente e inerme. Chi protestava è uscito pacificamente per esprimere la sua opinione in modo civile. E quindi, con tutto il rispetto per l’imam di Al-Azhar, avrebbe dovuto rivolgere il suo invito alla calma a entrambe le parti in causa. Invece lo ha indirizzato soltanto ai manifestanti, che sono usciti in strada disarmati, e non ha chiesto al regime di evitare questa strage.
 
Se Mubarak cadrà, in Egitto si scatenerà la vendetta?
 


COMMENTI
05/02/2011 - Sviluppi sui Fratelli Musulmani (Alessandro La Rosa)

Parlando con un amico e facendogli leggere questa intervista anche lui è rimasto colpito dagli aspetti positivi di certe dichiarazioni di Hasan restando però perplesso anche lui per nessuno accenno su Israele. Rileggendomi la storia dei "Muslim Fathers", effettivamente ci sono tanti punti oscuri fino al fatto che loro sono gli ispiratori di Hamas che a Gaza dopo aver vinto le elezioni hanno svestito i panni dei riformatori e imponendo, dettando legge, dure condizioni di vita a chi non è islamico- i cristiani tanto per intenderci ridotti a "Dhimmi", servi- e predicando la distruzione dello Stato d'Israele e del suo popolo. Nei forum dove si parla della situazione egiziana sostengo cautela, pochi ragionamenti e tanta osservazione e non farsi prendere da facili entusiasmi. Se Hasan garantisce quello che sostiene nell'intervista al Sussidiario va bene ma se poi, preoccupazione di seri osservatori anche arabi, sono ecamotages per prendere anche indirettamente il potere e creare un rigido Stato islamico a scapito alla lunga dei cristiani e ostile ad Israele e all'Occidente non compiacente, credo che i problemi si aggraveranno invece che risolverli. Come è successo in Iran nel 1979 con l'avvento del regime degli Ajatollah e negli ultimi anni a Gaza con Hamas e in Libano con Helzbollah.

 
04/02/2011 - Interessante intervista (Alessandro La Rosa)

E' importante quando Hasan sostiene che gli Usa non sono "il grande satana", prendendo in qualche modo le distanze da quello che invece sostengono in Iran, ma che sarebbe positivo che Washington facesse da mediatore o negoziatore nel processo di democratizzazione dell' Egitto. Una intervista interessante che un pò sgombra il campo da quella fama che fa sì che i Fratelli Musulmani siano considerati solo "islamici radicali" e per il desiderio di portare l'Egitto ad essere un paese islamico ancora più democratico e pluralista e con ampia libertà religiosa per un grande sviluppo del Paese a tutto campo. Un pò come è stato e sta ritentando di essere il Libano anche se attanagliato dagli oltranzisti di Helzbollah filo iraniani e siriani. Sugli Usa Hasan è stato almeno formalmente e correttamente chiaro ma a parte vedere bene il passaggio dei poteri a Seluiman-vice presidente dell'Egitto e considerato amico degli israeliani-per il periodo di transizione verso la democrazia, capisco la delicatezza della situazione-e dell'intervista-, ma una domanda sui rapporti con Israele e le sue preoccupazioni per quello che avviene ai suoi confini, l'avrei posta.Comunque quello che dice Hasan è molto importante e pone aspetti positivi. Per il resto staremo a vedere anche se sul campo purtroppo si registrano morti e violenze da ambo le parti inevitabili.