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GUANTANAMO/ Bush cancella il viaggio in Svizzera per non finire in manette

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BUSH «CONFESSA» LE SEVIZIE - I funzionari giudiziari della Svizzera hanno però chiarito che Bush godrebbe ancora di una certa immunità diplomatica in quanto ex capo di Stato. Dominique Baettig, membro del Parlamento svizzero eletto nelle liste di centrodestra del Partito popolare, la scorsa settimana ha scritto al governo federale svizzero invitandolo ad arrestare Bush per presunti crimini di guerra, qualora fosse giunto nel Paese a status neutrale. Bush, nel suo libro autobiografico «Decision Points» dedicato al periodo 2001-2009 in cui è stato presidente, ha difeso strenuamente il ricorso al waterboarding come strumento chiave per prevenire il ripetersi degli attacchi dell’11 settembre contro gli Stati Uniti.


ACCORDO FIRMATO DAGLI USA - La maggior parte degli esperti di diritti umani considerano questa pratica come una forma di sevizie, vietata dalla Convenzione contro le torture, un accordo internazionale che proibisce tutti i trattamenti e le punizioni crudeli, inumane o degradanti. Svizzera e Stati Uniti sono tra i 147 Paesi che hanno ratificato il patto nel 1987. «Qualunque cosa raccontino Bush o i suoi ospiti, non abbiamo dubbi sul fatto che ha cancellato il suo viaggio per evitare il processo. Il messaggio della società civile è chiaro: “Se sei un torturatore, stai attento a quali Paesi visiti. E’ un processo di responsabilizzazione lento, ma continuiamo a compiere dei avanti», hanno commentato con una dichiarazione congiunta la Fidh, con sede a Parigi, e il Center for Constitutional Rights di New York.
 

(Pietro Vernizzi)

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