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CUBA/ Pachenco, l'uomo sepolto 27 volte

Pubblicazione:martedì 8 febbraio 2011

Strani riti funerari a Cuba Strani riti funerari a Cuba

Si cercava un modo goliardico per festeggiare l’anniversario del Liceo stesso e il Carnevale del popolo, così a qualcuno venne in mente l’opera “Il funerale di Pachenco”, dove si parla di quest’uomo (Pachenco appunto) che viene creduto morto e seppellito, ma poi resuscita. Così nel 1984 venne rappresentato per la prima volta in paese il finto funerale di Pachenco. Il primo a vestire i panni del “morto” fu un lustrascarpe conosciuto da tutti con il nome di Blanco.

L’uomo ogni 5 febbraio, fino al 2009, entrava nella bara e dava inizio alla cerimonia. Pardon, alla festa. Finché poco meno di due anni fa il povero Blanco non ci è finito davvero seppellito al cimitero. L’anno seguente al Liceo di Santiago de las Vegas ci si pose l’interrogativo su chi potesse interpretare Pachenco. Venne scelto un uomo, che però si spaventò a tal punto, durante il cammino verso il cimitero, da scappare urlando dal feretro prima ancora dell’arrivo al campo santo.

Cosa che non piacque particolarmente ai suoi compaesani. E nemmeno alla sua famiglia, che gli vietò di vestire di nuovo i panni di Pachenco. Non fu l’unico intoppo. Hernandez ricorda che “una volta il corteo incrociò un funerale vero e si dovette interrompere la festa per rispetto verso chi era morto sul serio”. Ecco perché ora gli organizzatori consultano prima le autorità del cimitero per evitare imbarazzanti inconvenienti di siffatta risma. Per accontentare gli abitanti e dare un diversivo, il percorso della festa viene modificato ogni anno.

 


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