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EGITTO/ Habashy (scrittore): i giovani protestano contro il fallimento spirituale di un popolo

Manifestanti palestinesi a favore delle rivoluzioni in Egitto e Tunisia (Foto: Ansa) Manifestanti palestinesi a favore delle rivoluzioni in Egitto e Tunisia (Foto: Ansa)

 

No, la maggior parte delle persone nel nostro Paese si sentono innanzitutto egiziane, a prescindere dalle distinzioni religiose. Penso quindi che il futuro che ci aspetta dopo le proteste sarà più tollerante, basta vedere quanto è accaduto in questi giorni in piazza, con i cristiani che proteggevano i musulmani mentre pregavano e viceversa. La maggioranza degli egiziani è disponibile al dialogo religioso, sia chi ha manifestato sia chi ha deciso di non farlo.

 

 

E da dove nasce questa apertura?

 

Dal fatto che i cristiani sono presenti nel nostro Paese da molti secoli prima della nascita di Maometto. Il dialogo deve partire innanzitutto da questo fatto. E per fare sì che possa proseguire, occorre che tutti i partiti di opposizione entrino a fare parte del governo, ciascuno con il ruolo che gli si addice. Evitando per esempio che ai Fratelli musulmani vada il presidente o il capo del governo, ma offrendo loro un ministero adatto alle loro caratteristiche.

 

 

Intanto però le proteste non accennano a placarsi…

 

Penso che la rivoluzione ci riserverà molte altre sorprese. Il sistema militare su cui era basato il regime continuerà a proteggere il suo potere militare attraverso la politica. E dopo la transizione, che durerà per sei-sette mesi, Omar Suleiman punterà a succedere a Mubarak restando in carica per due mandati.

 

 

Lei però ha parlato di altre possibili sorprese. A che cosa si riferiva?

 

Potrebbero esserci due scenari. Il primo è che, a un certo punto, l’esercito decide di appoggiare la rivoluzione e caccia il regime. E’ un’ipotesi un po’ lontana, ma che può accadere. L’altra ipotesi è che le manifestazioni di piazza continuino, mentre le opposizioni dialogando con il governo perdono tutta la loro credibilità. Fino a che l’esercito si stancherà e deciderà di riportare l’ordine. Questa è un’ipotesi molto pericolosa, perché se si mobilita l’esercito si innesca un caos totale.

 

 

E quindi l’esercito a questo punto potrebbe fermare la rivoluzione…