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SUDAN/ Mario Mauro: dalla Sharia al referendum, un sì che non placa gli scontri

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Festeggiamenti in Sudan dopo la vittoria del Sì al referendum (Foto Ansa)  Festeggiamenti in Sudan dopo la vittoria del Sì al referendum (Foto Ansa)

Il nuovo Governo dovrà costruire una nuova amministrazione, infrastrutture e servizi essenziali. Ma dovrà soprattutto fare i conti con il grandissimo numero di persone che si sono rifugiate in Uganda negli ultimi decenni e che certamente sono incoraggiati a un ritorno in patria.

 

La fine di un conflitto che ha provocato milioni di morti è una notizia positiva, così come la prospettiva della nascita di una democrazia. Visto quanto ho cercato di raccontare, la strada è ancora molto lunga. Molto dipenderà dalla qualità delle relazioni tra Nord e Sud, che dovranno innanzitutto mettere da parte la diffidenza reciproca.

 

In questo conterà molto il ruolo della comunità internazionale, con in testa Europa, Stati Uniti e Cina (che sfrutta in grandissime quantità le materie prime sudanesi). Anch’essi però dovranno saper collaborare serenamente e senza pregiudizi di tipo ideologico.



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