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EGITTO/ Farouq: dietro la morte dei cristiani l'ombra di Mubarak

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Uno solo: destabilizzare l'Egitto, portarlo al collasso con una guerra civile o comunque creando una situazione così insostenibile da richiedere il ritorno al potere di Mubarak e dei suoi uomini. La convivenza tra cristiani e musulmani in Egitto è più vitale che mai, ma ci sono in azione membri della ex polizia segreta di Mubarak che stanno creando ad arte questa situazione così da portare le comunità cristiana e musulmana allo scontro.

 

Che prove ci sarebbero di tutto questo?

 

Tante. Dopo la caduta di Mubarak è stato possibile prendere possesso di migliaia di documenti della polizia segreta. Ebbene, in moltissimi di questi documenti era scritto nero su bianco di perseguitare i cristiani. Quello che io le avevo detto nella nostra precedente conversazione, quando sottolineavo la responsabilità del governo di Mubarak nelle violenze e nel tragico attentato di fine anno nella chiesa copta. Le cito poi il massacro di animali che fu effettuato tempo fa in Egitto, quando si diffusero voci di influenza suina in Egitto. Furono fatti uccidere dal governo 500mila suini, un danno enorme per l'economia. Ma per l'economia dei cristiani, che sono i soli in Egitto per motivi religiosi ad allevare i maiali. Fu una strage architettata appositamente per colpire la comunità cristiana. Se io avessi detto quello che le sto dicendo adesso al tempo di Mubarak, sarei stato arrestato.

 

Dunque la realtà egiziana in questo periodo dopo Mubarak è estremamente incerta.

 

Durante i giorni della rivolta, quando Mubarak era ancora al potere, furono scarcerati centinaia di criminali per creare un clima di insicurezza nella popolazione. Questi criminali sono ancora in giro per le strade, la polizia non fa nulla per fermarli. La polizia è sempre stata coinvolta con il potere di Mubarak. Non esiste alcuna garanzia di sicurezza nelle strade delle città egiziane in questi giorni.

 

Che idea si è fatto degli incidenti dell'altra notte al Cairo?


COMMENTI
10/03/2011 - La pace è nel cuore. (claudia mazzola)

Come è diverso il cristianesimo in quei posti. Ieri sera ho partecipato alla messa delle Ceneri con il movimento, mi si è aperto il cuore mentre guardavo tutti i miei amici così assorti, pregare, cantare e battersi il petto. Auguro a quella gente di incontrare Gesù Cristo in questo modo.