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EGITTO/ Farouq: dietro la morte dei cristiani l'ombra di Mubarak

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Le notizie sono estremamente confuse, ma di una cosa sono sicuro, non ci sono stati incidenti tra cristiani e musulmani, se non provocati ad arte dai controrivoluzionari. Ho visto con i miei occhi una donna cristiana soccorrere un musulmano in gravi condizioni e offrirgli da bere. So per certo che insieme ai cristiani che protestano in piazza ci sono anche i musulmani che li sostengono. Il grande imam di Al Azhar il più prestigioso centro teologico sunnita, Ahmed el Tayyeb, ha condannato l'incendio della chiesa copta e si è incontrato con il vescovo locale. Può essere che i morti di queste ore siano dovuti alle cariche delle forze dell'ordine, che mi risulta abbiano anche aperto il fuoco, per disperdere i manifestanti dopo che avevano bloccato una strada importante. La cosa positiva è che i manifestati sono riusciti a ottenere la scarcerazione di un prete copto che era stato arrestato tre anni fa dal regime di Mubarak.

 

Come si potrà evolvere la situazione?

 

Abbiamo molta fiducia nell'esercito. Siamo certi di quello che hanno detto, di non voler detenere il potere ma di voler guidare il paese in una transizione verso la democrazia non appena ci saranno le condizioni per una amministrazione gestita da personalità politiche civili. Il problema grosso oggi è la gestione dell'ordine pubblico. Oltre ai criminali in giro per le strade e agli agenti controrivoluzionari, bisogna anche mettere ordine alle tante manifestazioni popolari. Da quando è caduto Mubarak la gente continua a manifestare per qualunque tipo di esigenza, la casa, la disoccupazione… E' ovvio che non si può continuare così, anche perché vista la situazione c'è sempre il rischio che le manifestazioni sfocino in violenze, come è appunto accaduto. Ci sono comunque tanti segnali positivi. Wael Ghonim, l'uomo che ha guidato la rivoluzione contro Mubarak attraverso Internet, ha chiesto di proclamare questo venerdì il "giorno della rivoluzione interconfessionale", in cui chiese e moschee vengano unificate da bandiere egiziane. Io sono molto fiducioso che la rivoluzione egiziana porterà un grande futuro di libertà al nostro Paese, così come accadrà presto anche in Libia.

 

(Paolo Vites)

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COMMENTI
10/03/2011 - La pace è nel cuore. (claudia mazzola)

Come è diverso il cristianesimo in quei posti. Ieri sera ho partecipato alla messa delle Ceneri con il movimento, mi si è aperto il cuore mentre guardavo tutti i miei amici così assorti, pregare, cantare e battersi il petto. Auguro a quella gente di incontrare Gesù Cristo in questo modo.