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LIBIA/ Jean: così Gheddafi approfitta degli errori della Nato

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Muhammar Gheddafi (Ansa)  Muhammar Gheddafi (Ansa)

Gli americani prendono atto del fatto che il loro potere è abbastanza limitato. D’altra parte in una guerra civile il potere esterno è sempre limitato, perché qualsiasi intervento provoca reazioni di carattere nazionalista e rafforza chi ha il potere.

 

Lei sarebbe favorevole ad un intervento Nato?

 

Sbarcare una forza? Il rischio è che prima ancora di riuscire a prepararlo come si dovrebbe, i giochi in Libia potrebbero essere già conclusi. Soprattutto, l’idea di una no-flight zone è accarezzata da persone che hanno poca idea di che cosa sia. C’era una no-flight zone anche sulla ex Jugoslavia ma non ha impedito il massacro di Sbrebrenica. Purtroppo le guerre civili non so combattono con aerei ed elicotteri, ma con le truppe terrestri. Nel caso particolare, alla luce di quello che si sta verificando, Gheddafi ha ancora un grossa quantità di forza.

 

E da cosa dipende l’esito del conflitto?

 

Come ho già ricordato, dagli accordi che esistono fra le tribù. In Libia ci sono 140 tribù, anche se solo una trentina hanno una rilevanza politica molto forte. Tutto dipende da cosa decide chi comanda le tribù, se allinearsi o no con Gheddafi. L’esito della crisi non dipenderà mai né dalle sanzioni né dalle minacce, e gli altri fattori che si vogliono risolutivi sono evocati solo ad uso delle opinioni pubbliche dei paesi occidentali

 

È da escludere un ruolo costruttivo di soggetti come la Lega araba o l’Unione africana?



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