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LIBIA/ Jean: così Gheddafi approfitta degli errori della Nato

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Muhammar Gheddafi (Ansa)  Muhammar Gheddafi (Ansa)

I governi che lottano per il potere e sono depositari delle scelte politiche difficilmente seguono i dettami delle organizzazioni internazionali, soprattutto quando queste non hanno la forza sufficiente per poter intervenire. Poi teniamo conto del fatto che fino a poco tempo fa Gheddafi era a capo dell’Unione africana, ed era stato eletto anche grazie a grandi elargizioni di denaro fatte a paesi dell’Africa subsahariana. Questi paesi, senza essere troppo legati a Gheddafi, lo sostengono anche militarmente.

 

Par di capire che nonostante quel che si legge sui giornali Gheddafi sia ancora forte e molto.

 

Sì. Per intenderci Ras Lanuf, nella Sirte, a 800 chilometri di deserto da Tripoli, è stata attaccata dai “lealisti” con i carri armati, che per portarsi in zona hanno dovuto percorrere centinaia di chilometri nel deserto. Ma questo è impossibile senza un preciso supporto logistico e tecnico. Ras Lanuf ad est e Zawiya ad ovest, dove ancora si combatte e pare che la città non sia ancora stata completamente riconquistata, dimostrano che la capacità di combattimento di Gheddafi non solo difensiva ma anche offensiva e ben al di fuori di Tripoli.

 

Una sua personale previsione?

 

La comunità internazionale, dopo aver parlato molto, non farà niente. Si accorgerà che la situazione sul terreno è cambiata, fino al punto di fare da spettatrice, al massimo, ad una frammentazione della Libia.



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