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TSUNAMI GIAPPONE/ I rischi per le centrali nucleari. Rossi Albertini (Cnr): Nessun effetto Chernobyl

 Sono ben undici le centrali nucleari che si sono stoppate in automatico in seguito allo Tsunami di dieci metri che ha investito le coste orientali del Giappone.

Lo tsunami in GiapponeLo tsunami in Giappone

Sono ben undici le centrali nucleari che si sono stoppate in automatico in seguito allo Tsunami di dieci metri che ha investito le coste orientali del Giappone.

C’è preoccupazione per la sicurezza delle centrali nucleari giapponesi, dopo che un violento tsunami di 10 metri ha colpito la costa orientale del Paese in seguito ad un terremoto di intensità 8,9 gradi. Mentre ormai i cadaveri rinvenuti nelle sole spiagge di Sendai sarebbero oltre 200, sono due le centrali nucleari che hanno registrato problemi al sistema di raffreddamento dei reattori: quella di Fukushima e di Onagawa. Nel pomeriggio, la diga di Fukushima inoltre, non ha retto, riversando a valle l’acqua che conteneva. Le autorità della zona hanno ordinato l’evacuazione di circa duemila persone nel raggio di due chilometri. Il bilancio, attualmente, è di 337 morti e 531 dispersi ma è destinato a crescere.

Nel frattempo Pechino, dichiara lo stato di emergenza anche per la centrale nucleare di Onagawa, nella prefettura di Miyagi. E mentre l’Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica sta accertando i rischi effettivi che le centrali corrono, sono 11 gli impianti che si sono fermati, in automatico a causa del terremoto.

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