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LETTERA/ 2. Cronaca di un pomeriggio spettrale, nel cuore di Tokyo

Il tragico terremoto che ha sconvolto il Giappone, e il mondo Il tragico terremoto che ha sconvolto il Giappone, e il mondo


Gente ferma immobile o accasciata per terra. Ma lo spettacolo era ancora più impressionante quando uscii nella grande piazza, dove c’erano altre decine di migliaia di persone, nel mezzo dei maestosi grattacieli della città, ancora tutti illuminati e perfettamente illesi, che in un silenzio solenne, immobilizzate dalla paura, guardavano un mega schermo grande come tutta la facciata di un palazzo che trasmetteva le ultime agghiaccianti immagini dello tsunami.

Ero arrivato nel cuore di Tokyo, a mezz’ora a piedi da casa mia. Percorsi quella strada sempre accompagnato da code interminabili di auto e da fiumi di persone in processione silenziosa. Ma era un silenzio carico di paura, che si udiva molto chiaramente. La città, la febbricitante e sfavillante Tokyo dei grattacieli era tutta perfettamente integra. Faceva impressione accorgersi della perfezione di quelle architetture.

Edifici alti fino a 400 metri, che sotto le scosse di un terremoto di grado 9 della scala Richter, non mostravano neanche un vetro incrinato. Ma la super-efficientissima Tokyo quella sera era paralizzata e in preda al terrore. Un terrore, nell’emergenza, gestito con la stessa efficienza della solita routine quotidiana. Raggiunsi così la mia casa alla 1:30 del sabato.

Il sabato fu una giornata completamente diversa. Tranquillissima. In realta’ spettrale. Tokyo era ancora lì. Tutta eretta nella sua maestosità incredibilmente inalterata dal sisma e resa ancora piuù bella da un sole quasi primaverile. Eppure era una città fantasma. I milioni di persone che avevo visto il giorno prima riempire ogni angolo della strada erano scomparsi completamente. Le strade quasi del tutto vuote. E l’atmosfera, il silenzio, era incredibilmente lo stesso. Si respirava la stessa aria del giorno prima.