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Esteri

NUCLEARE/ Fukushima come Chernobyl? Gli esperti a confronto

La centrale di Fukushima prima e dopo il terremoto (Foto Ansa)La centrale di Fukushima prima e dopo il terremoto (Foto Ansa)

CENTRALI DI NUOVA GENERAZIONE (leggi l'approfondimento tecnico) - E aggiunge il professor Lombardi: «Nel nostro Paese è stato sempre applicato il vincolo di escludere dai siti possibili quelli giudicati sismici. Infine emerge il fatto che le centrali che si prevedono in Italia hanno livelli di sicurezza ben superiori a quelli di Fukushima, costruite alcuni decenni fa, di concezione precedente a quella di Caorso». Lombardi inoltre spiega così l’incidente di Fukushima: «Alle temperature di funzionamento, intorno ai 300 gradi, la reazione non avviene, ma se in caso di mancato raffreddamento la temperatura delle barrette sale e arriva ai valori di 1000 gradi, inizia la produzione di idrogeno. Questo può avvenire anche a reattore spento, perché il calore di decadimento per quanto piccolo richiede un sicuro raffreddamento della barretta».

 

FRONTEGGIARE GLI INCIDENTI «SEVERI» - Per l’esperto dell’EnergyLab, «forse l’aspetto concettuale più rilevante e più innovativo riguarda la possibilità di fronteggiare i cosiddetti incidenti “severi”, cioè quelli che si avrebbero se nessun sistema di protezione funzionasse. Questi difatti comporterebbero la fusione del combustibile, che deve essere raffreddato in qualche modo; anche in questo caso due sono le soluzioni adottate: l’uso di un grande crogiolo posto sotto il reattore, dove il combustibile fuso può disposi con una geometria che consente il suo raffreddamento; oppure una modifica del sistema che comporti che il combustibile fuso rimanga sempre all’interno del recipiente del reattore, dove viene solidificato, perché il recipiente viene raffreddato da acqua in ebollizione che riempie una cavità che lo circonda».


COMMENTI
15/03/2011 - smaltimento (francesco scifo)

Nessuno dice che la questione nucleare è nel nostro paese potenzialmente un grande affare e che la sicurezza delle persone è una variabile di scarsa importanza per chi vuole specularci. Come possiamo impostare un programma nucleare se ancora non abbiamo risolto il problema di come smaltire le scorie prodotte dalle vecchie centrali italiane in disuso. Quanto succede in Campania, ed in Sardegna con i rifuti dei poligoni militari che intossicano intere comunità, dimostra che il Paese attualmente non è in grado nemmeno di smaltire i rifiuti ordinari. Pensiamo a cosa succederebbe se la criminalità organizzata mettesse le mani sull'affare nucleare: potremmo escluderlo? Prima di partire con un programma nucleare risolviamo lo smaltimento dei rifiuti ordinari. saluti

 
15/03/2011 - Fatti che accadono (Diego Perna)

Quando accade un fatto significativo, non tenerne conto, è da idioti. Diciamoglielo, evitiamo di essere troppo cortesi su qualcosa che riguarda il futuro nostro e dei nostri figli. Negli ultimi anni la tecnologia ha ridotto di almeno la metà il consumo di energia di auto, frigoriferi e macchine in genere, mentre 900 centrali nucleari nel mondo producono soltanto il 15% del fabbisogno totale. Continuare la ricerca sul risparmio di energia e su quelle alternative credo sia più logico, sensato, economico ed umanamente più bello. Diciamogli anche questo. Buona Giornata