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NUCLEARE/ Fukushima come Chernobyl? Gli esperti a confronto

La centrale di Fukushima prima e dopo il terremoto (Foto Ansa) La centrale di Fukushima prima e dopo il terremoto (Foto Ansa)

NON VALE LA PENA RISCHIARE - E si interroga l’esperto: «Come si fa a garantire che domani quella certa area non sia colpita da un terremoto? Qua in Italia siamo zona sismica, a Messina abbiamo già assistito a un maremoto terribile. Insomma, è un rischio che non vale la pena correre». Anche perché, come aggiunge Balzani, il gioco non vale la candela: «Basterebbero le scorie radioattive per sconsigliare di ricorrere all’energia atomica. Il problema è che non si sa dove metterle, come dimostra anche il fatto che gli Stati Uniti, che rappresentano la nazione tecnologicamente più avanzata e che dispone di vasti territori, ha deciso di rinunciare alla costruzione di un deposito permanente sotto le montagne del Nevada».

 

LO SMANTELLAMENTO - Il secondo problema per Balzani «è quello dello smantellamento: una centrale nucleare dopo 30-40 anni di funzionamento deve essere chiusa, ma al suo posto non possono sorgere nuovi insediamenti perché l’area rimane radioattiva per un centinaio di anni. Anche per questo motivo, il nucleare non è economicamente conveniente». Per Balzani la risposta al fabbisogno energetico deve essere differente: «Occorre investire in energie rinnovabili, cioè in particolare sul solare, sull’eolico, sul geotermico. E soprattutto bisogna consumare di meno e usare l’energia in modo più efficiente».

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
15/03/2011 - smaltimento (francesco scifo)

Nessuno dice che la questione nucleare è nel nostro paese potenzialmente un grande affare e che la sicurezza delle persone è una variabile di scarsa importanza per chi vuole specularci. Come possiamo impostare un programma nucleare se ancora non abbiamo risolto il problema di come smaltire le scorie prodotte dalle vecchie centrali italiane in disuso. Quanto succede in Campania, ed in Sardegna con i rifuti dei poligoni militari che intossicano intere comunità, dimostra che il Paese attualmente non è in grado nemmeno di smaltire i rifiuti ordinari. Pensiamo a cosa succederebbe se la criminalità organizzata mettesse le mani sull'affare nucleare: potremmo escluderlo? Prima di partire con un programma nucleare risolviamo lo smaltimento dei rifiuti ordinari. saluti

 
15/03/2011 - Fatti che accadono (Diego Perna)

Quando accade un fatto significativo, non tenerne conto, è da idioti. Diciamoglielo, evitiamo di essere troppo cortesi su qualcosa che riguarda il futuro nostro e dei nostri figli. Negli ultimi anni la tecnologia ha ridotto di almeno la metà il consumo di energia di auto, frigoriferi e macchine in genere, mentre 900 centrali nucleari nel mondo producono soltanto il 15% del fabbisogno totale. Continuare la ricerca sul risparmio di energia e su quelle alternative credo sia più logico, sensato, economico ed umanamente più bello. Diciamogli anche questo. Buona Giornata