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Esteri

TERREMOTO GIAPPONE/ Il mistero cercato lontano da questa vita

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La seconda autorità citata nell’articolo è Merry White, professoressa di antropologia all'Università di Boston e studiosa di cultura giapponese. Il vero problema, afferma, non è che non ci sono saccheggi in Giappone, ma che ce ne sono in America. La ragione dei saccheggi in America è “l’alienazione sociale e la differenza tra le classi”. Tuttavia, “anche in Giappone vi è qualche alienazione sociale e differenza tra classi”, ma, secondo lei, “la violenza e l’appropriarsi di ciò che appartiene ad altri non sono approvate, né sostenute culturalmente.”

 

Non sono certo della validità di questa osservazione, perché non penso che si possa dire che violenza e furto godano di approvazione sociale negli Stati Uniti, e tuttavia accadono. Perciò, il fatto che ciò non succeda invece in Giappone non può essere interamente dovuto alla disapprovazione sociale.

 

Il Dottor Pflungfelder si trovava alla National Diet Library (Biblioteca nazionale del Parlamento) a Tokyo quando il terremoto ha colpito e, con sua grande sorpresa, la biblioteca è rimasta aperta un’ora e mezza oltre il suo normale orario. Attraverso questo ha capito la gravità di ciò che stava accadendo! Attorno a mezzanotte la metropolitana è stata riaperta e si è formata un fila ordinata di persone per salire sui treni, invece che una folla che cercava di uscirne.

 

Il Dottor Pflungfelder dice che “l’ordine e la disciplina sociale sono così inculcate in tempi normali che penso sia molto facile per i giapponesi continuare a comportarsi come sono abituati normalmente, anche in situazioni di emergenza.” Invece, attribuisce il comportamento degli americani al sistema economico capitalista, perché si tratta di un sistema in cui ciascuno protegge il suo interesse personale, e da questo deriva comunque un certo ordine.


COMMENTI
17/03/2011 - BREVE TESTIMONIANZA (ciro pica)

Faccio il tassista a Milano e ieri ho caritato a bordo del taxi tre ragazzi che arrivavano dal Giappone, Tokio in Italia per una vacanza.Gli ho chiesto del terremoto ma non mi hanno risposto direttamente, sembrava quasi che non volessero ricordare. Ho lasciato perdere anche se la cosa mi aveva incuriosito ed ho pensato ad una cattiva traduzione del inglese da parte mia. Allora ho cominciato a parlare con loro sulle mete previste e dicendo cosa potevano vedere in due giorni a Milano. Arrivati a destinazione ci salutiamo e gli dico che stiamo pregando Dio per il Giappone. Ora non so se come prima avessero o no capito ma mi hanno guardato profondamente in modo serio e commosso. Non so se centra ma mi sembra che il problema stia qui: noi non sappiamo come si muove la storia ma tutti gli uomini hanno bisogno del Dio incarnato. ciro

 
16/03/2011 - Chi ci salverà dalla presunzione e dall'ignoranza? (Michele Mattioli)

"Provo grande tristezza per le vittime di sisma e tsunami: non si sa quanti saranno, ma spero che ne venga salvato anche uno solo in più ... Prego per loro e perché si esca dalla catastrofe: sono commosso da chi cerca di resistere e vivere. Un grazie agli stranieri, alla gente del Giappone e a tutti quelli che continuano a impegnarsi nelle operazioni di soccorso. Sono arrivati messaggi da tutto il mondo: mai rinunciare alla speranza". Questo breve stralcio del discorso alla nazione fatto quest'oggi dall'imperatore del Giappone Akihito credo sia sufficiente a smentire le considerazioni grossolane e pretestuose riportate da Albacete sulla storia e la cultura di questo popolo. Condivido i commenti degli altri lettori e aggiungo solo una domanda "Chi può sostenere la speranza dei giapponesi?" PS Ricordo che "Lo Spirito soffia dove vuole" (Gv 3, 8) o forse deve chiedere prima il permesso agli intellettuali statunitensi? Michele

 
16/03/2011 - Immedesimazione, non analisi! (Paola Platania)

Analisi tecnica arida e anche un po' triste. Cristo non e' dove noi pensiamo che sia o debba essere, ma e' li, nel Giappone di quelli che non lo conoscono ma gridano il bisogno di Lui. Lui che si fara' conoscere e riconoscere anche da chi non e' "autorizzato" perche' giapponese. Per fortuna, anzi no, per Grazia.

 
16/03/2011 - la domanda dell'uomo non viene meno (mario bacigalupo braga)

Di fronte al disgusto che mi prende lo stomaco vedendo come in questa tragedia sembri prevalere la distrazione: lo spettacolo del disastro, il nucleare, l'economia... mentre mancano all'appello intere comunità di migliaia di persone. Il bellissimo articolo su Repubblica "Tra i fantasmi di un'ecatombe i cadaveri nelle reti dei pescatori" dell'inviato GIAMPAOLO VISETTI parla di una ragazza che ha fatto 130 km in tre giorni alla ricerca dei suoi affetti travolti, ecco un segno che mi commuove, pensavo a questa ragazza e a come è grande il segno del bene nella vita se è capace di vincere la disperazione, a quanto è grande il nostro cuore se nemmeno di fronte a uno tsunami si blocca. Cristo ha condiviso con noi questo grido e salva il respiro dell'uomo, un respiro che oggi all'inizio della quaresima dovrebbe avere l'intensità per noi di chi è ai piedi della croce. L'invito a scendere dal sicomoro a rendersi conto di quanto è accaduto, a immedesimarsi con quei volti, eviti di ridurrre Cristo a un 'indagine sociologica spocchiosa sulla natura dei popoli e consideri il cristianesimo un fatto presente per tutti gli uomini che gridano come Cristo nel momento della prova la debolezza e il desiderio della propria umanità. Mario Braga mario

RISPOSTA:

TERREMOTO GIAPPONE/ Il mistero cercato lontano da questa vita http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2011/3/15/TERREMOTO-GIAPPONE-Il-mistero-cercato-lontano-da-questa-vita/158661/ LETTERA/ 1. Vi racconto di me e Taka, alle prese con il terremoto in Giappone http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=158220 LETTERA/ 2. Cronaca di un pomeriggio spettrale, nel cuore di Tokyo http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=158311