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DIARIO GIAPPONE/ Terremoto, Saki Ito: "Quinto giorno dopo la catastrofe"

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"I supermercati nella mia zona sono ora pieni di scaffali vuoti, non perché manchino i prodotti alimentari, ma perché la gente li sta accumulando per ogni evenienza", foto di Saki Ito  "I supermercati nella mia zona sono ora pieni di scaffali vuoti, non perché manchino i prodotti alimentari, ma perché la gente li sta accumulando per ogni evenienza", foto di Saki Ito

La stessa cosa sta succedendo attorno a me, i miei amici italiani sono tornati a casa, il mio amico inglese se ne è andato verso l’ovest e alcuni miei amici giapponesi sono andati da parenti, anche loro nell’ovest. Comincio a sentirmi un po’ sola. Naturalmente, se pensassi che fosse necessario, potrei anche io prendere qualche giorno di ferie e andare in zone più sicure. Essendo abbastanza giovane, non ho ancora grandi responsabilità sul lavoro, al contrario di mio padre che non può andarsene a meno che la sua azienda non decida di sospendere l’attività.

Eppure, stranamente, sento che quello che devo fare è restare a Tokyo e lavorare come al solito. Intendiamoci, se il rischio dovesse aumentare significativamente me ne andrei, ma cosa succede se ora tutti se ne vanno da Tokyo? Ci sono già tante cose che stanno andando male, compreso il crollo della Borsa. Qui a Tokyo noi possiamo fare molto poco per aiutare direttamente le popolazioni delle aree colpite, ma possiamo continuare a lavorare regolarmente e tenere viva la capitale. Dentro questa vicenda ci siamo tutti, insieme.


(Saki Ito)



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