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Esteri

MEDIO ORIENTE/ E ora le mire dell’Iran tolgono il sonno all’Arabia Saudita…

Foto: ImagoeconomicaFoto: Imagoeconomica

Teheran ha un esplicito progetto egemonico sul mondo arabo e il vuoto di potere lasciato dalla caduta di Saddam e dalla progressiva perdita di influenza americana sulla regione non hanno fatto che dare impulso alle ambizioni della repubblica islamica. Le ricchezze energetiche del Golfo fanno da sempre gola all’Iran e da corollario alla rivalità storica tra le due parti. Per perseguire il suo obiettivo di influenza sul Golfo, Teheran ha trovato la sua più efficace strategia nel seminare la discordia interconfessionale, fomentando le minoranze sciite e facendo strategicamente presa sulla loro avita frustrazione per la sistematica difficoltà di accesso ai benefici sociali e ai privilegi monopolizzati dalle élites sunnite. In realtà il rapporto di affiliazione tra le minoranze sciite del Golfo e il regime di Teheran è tutt’altro che scontato ma se si guarda all’influenza che l’Iran esercita ormai sull’Iraq l’ambizione espansionistica del regime islamico nel Golfo assume sempre maggiore concretezza.

 

La più grande sfida cui le monarchie tradizionaliste della penisola araba devono far fronte in questo momento non è, dunque, solo la modernizzazione ma anche la messa in atto di politiche di riconciliazione interconfessionale. Questo vorrebbe dire invertire la rotta rispetto a una storica e puntuale discriminazione nei confronti delle minoranze sciite. Il grande dilemma, tuttavia, è capire se l’annuncio di qualche riforma, seppur consistente, riuscirà a placare gli animi e se, soprattutto, concedere spazi di rappresentanza politica alle minoranze sciite non si trasformi in una apertura delle porte del Golfo all’egemonia iraniana.

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