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DIARIO GERUSALEMME/ 1. Amir, sfrattato dal quartiere ebraico perché cristiano

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Le ragioni appaiono ancora piuttosto vaghe. E soprattutto non sono chiari i criteri in base ai quali è stato deciso lo sfratto. Amir decide di rivolgersi direttamente al direttore della compagnia, Shlomo Atias. Che gli dice, molto tranquillamente: “Lei è un cristiano, può andare a vivere nel quartiere cristiano”. Giusto per non cadere in equivoci, ha precisato: “non si tratta di razzismo, semplicemente abbiamo ascoltato le denunce dei vicini’. Ci mancherebbe. E prosegue: “Per abitare in quel quartiere – incalza Atias – è necessario avere un documento di identità israeliana ed essere ebreo”.

 

Abbiamo capito – se avevamo bisogno di conferme – che ognuno  a casa sua fa le regole che vuole, e Amir, dopo aver incassato la risposta, ringrazia e torna a far le valigie, per rispettare l’ingiunzione nei tempi previsti. E’ perplesso però: ancora non riesce a capire quell’affermazione sul razzismo, e a guardarlo non sembra molto convinto della risposta di Atias. Ma non importa. La notizia che in questi giorni domina i giornali israeliani è un’altra: Il “Gesù di Nazareth” di Bendetto XVI è stato accolto a braccia aperte dall’opinione pubblica israeliana ed è stato celebrato come un ulteriore passo nel cammino di avvicinamento tra ebrei e cristiani. Devo ammettere, a questo punto,  che un po’ confuso lo sono anch’io...

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COMMENTI
19/03/2011 - razzismo? (loris SOleri)

a parti invertite sarebbe ovviamente stato "antisemitismo". Ma non preoccupatevi, non è razzismo