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DIARIO GERUSALEMME/ 2. Un esercito di ragazzi verso i nuovi insediamenti: per loro quale futuro?

Il primo ministro Netanyahu ha approvato la costruzione di insediamenti in Cisgiordania, dopo l’uccisione di una famiglia di coloni. ANDREA AVVEDUTO racconta la partenza del giovane esercito

Foto: Ansa Foto: Ansa

La domenica mattina, a Gerusalemme. Passeggiando per la città vecchia è normale imbattersi nei numerosissimi pellegrini diretti al santo Sepolcro, mentre al Muro del pianto gli ebrei provenienti da tutto il mondo invocano Dio nel loro luogo più sacro che sia sopravvissuto al tempo. Anche alla moschea di Al-Aqsa c'è il solito via vai di musulmani in visita alla spianata dove la tradizione islamica ricorda l'ascesa di Maometto al cielo. Ma subito fuori casa, facendo qualche passo, mi accorgo che non è una domenica come tutte le altre. Attorno a me vedo tantissimi  soldati che in religioso silenzio attendono istruzioni dai loro superiori. E' un vero proprio esercito quello che affolla la città santa in questa domenica già primaverile e soleggiata.

Normalmente c'è un piccolo contingente che intralcia la fila al centro commerciale dove faccio colazione. Oggi a intrattenere la cassiera c'è un plotone di ragazzini in divisa con il loro zaino in spalla in attesa di partire per chissà dove. Dal bar che sovrasta Gerusalemme osservo tutte le persone che guardano incuriosite l'esercito della stella di Davide marciare per la città. Evidentemente ancora non sanno ciò che apprendo sfogliando le prime pagine del quotidiano Haretz: Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha approvato la costruzione di nuovi insediamenti in Cisgiordania, in risposta all’uccisione di una famiglia di coloni nell’insediamento di Itamar, vicino a Nablus.

L'allerta a Gerusalemme – prosegue l'articolo – è altissima. Ecco il perché di tutti quei soldati.

Il fatto ripreso da Hartez ha fatto rapidamente il giro del mondo e risale a qualche giorno fa: la famiglia, composta dai genitori, due bambini e un neonato è stata pugnalata durante la notte di venerdì. Secondo la stampa e il governo israeliani i responsabili sarebbero dei miliziani palestinesi, ma non è stata ancora accertata la loro responsabilità. E se Hamas si dice positivamente sorpreso per questo brutale omicidio, la gente del posto non si dimostra poi tanto meravigliata. Per le strade si mormora che la tensione tra palestinesi e coloni ebrei nella zona era alta già da giorni. Lunedì i soldati israeliani avevano sparato proiettili contro i palestinesi, che si erano scontrati con i coloni nei pressi di Nablus; dieci di loro, oltre a un colono, erano rimasti feriti nelle violenze.