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Esteri

IRLANDA/ John Waters: dopo il voto, il futuro si gioca ancora con l’Ue?

In Irlanda le elezioni hanno visto la vittoria del Fine Gael, principale partito di opposizione. Ora, spiega JOHN WATERS, occorre capire cosa accadrà nei rapporti con l’Ue

Enda Kenny, leader del Fine Gael (Foto Ansa)Enda Kenny, leader del Fine Gael (Foto Ansa)

C’è da chiedersi se si possa veramente parlare di volontà collettiva di un popolo, perché il risultato delle elezioni è la somma di milioni di scelte personali, spesso complicate e provvisorie, fatte da singoli elettori in situazioni e con prospettive diverse.

Tuttavia, alcuni fatti nelle elezioni irlandesi sembrano ineludibili. Il Fianna Fáil ha subito una sonora sconfitta, riducendo i suoi seggi grosso modo a un quarto di quelli che aveva prima delle elezioni. Dal febbraio 1987, a parte un breve periodo tra il 1994 e il 1997, il Fianna Fáil è stato al governo con altri piccoli partiti, compreso il periodo del boom economico conosciuto come quello della Tigre Celtica e il successivo periodo di tracollo economico degli ultimi tre anni.

Adesso è stato punito non solo per aver mal gestito il periodo del boom, ma anche per la cattiva gestione del periodo di crisi, rifiutando un franco e aperto confronto con la popolazione, abbandonandola, invece, in uno stato di confusione senza speranze, con i politici al governo che ripetevano i loro mantra economici di volta in volta risultati sbagliati, sia nelle analisi e previsioni che nelle decisioni prese.

La cosa altrettanto notevole dei risultati elettorali è che, lungi dal virare verso una radicalizzazione, gli irlandesi hanno deciso di sostituire il Fianna Fáil con il Fine Gael, suo oppositore fin dalla guerra civile del 1922/23. In Irlanda si dice che è impossibile spiegare a un forestiero quale sia la differenza tra i due partiti: ci sono differenze, ma molto sottili e più di natura culturale che ideologica.

I risultati elettorali hanno reso possibile al Fine Gael, per la prima volta, di avvicinarsi alla maggioranza nel Dáil, il parlamento Irlandese. Il risultato più probabile delle prossime trattative per il potere è una coalizione tra Fine Gael e Partito Laburista, che pure ha ottenuto un numero di seggi senza precedenti, circa la metà di quelli ottenuti probabilmente dal Fine Gael. Si avrebbe così un governo con una maggioranza dei due terzi dei seggi, una efficace unione di forze solo relativamente disomogenee in vista dell’affronto delle straordinarie difficoltà economiche che il Paese sta attraversando.