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INCHIESTA LIBIA/ Ecco le mire nascoste della Francia ai danni di Italia e Nato

L’operazione in Libia è molto importante per la Francia, che non può ammettere intromissioni degli altri partner occidentali. LUCA GAMBARDELLA ci spiega perché

Soldati francesi controllano un jet Mirage 2000 prima di una missione (Foto Ansa) Soldati francesi controllano un jet Mirage 2000 prima di una missione (Foto Ansa)

L’avvio dell’operazione “Odissea all’alba” rappresenta per Parigi l’occasione per rispolverare la propria antica grandeur, cavalcando l’entusiasmo generato dalla “primavera araba”. Sebbene tale terminologia risulti inflazionata tra i media occidentali, e scarsamente pregnante per definire l’attuale situazione libica, Sarkozy si è guadagnato un ruolo da protagonista nella conduzione delle operazioni militari a Tripoli. Il preoccupante calo dei consensi in patria, di cui la sconfitta nelle recenti elezioni amministrative è solo l’ultima dimostrazione, è una delle motivazioni che hanno spinto il leader dell’Ump francese all’intervento in Libia.

Così, mentre Washington ha lasciato agli europei l’onere di risolvere la matassa libica, nel Vecchio Continente si scatena una corsa fra la capitale francese e Londra a chi trarrà i maggiori benefici dalle operazioni militari in atto in questi giorni. Il nuovo ministro degli Esteri francese Juppé non ha perso tempo nel ridare una forma “gaullista” alla politica estera francese.

Per comprendere la decisione di intervenire in Libia occorre tener conto di alcune considerazioni inconfutabili: la consapevolezza al Quai d’Orsay che in Tunisia era stata persa un’occasione e si era rimediata una figuraccia (tra mancato sostegno ai rivoltosi e viaggi di piacere dell’ex ministro degli Esteri Michele Alliot-Marie finanziati da Ben Ali); che l’Unione per il Mediterraneo, fortemente voluta proprio da Parigi, si é dimostrata un fallimento; che la Libia rappresenta l’ultima occasione per difendere gli interessi francesi in Nord Africa e in particolare nella confinante Algeria; che proprio per questi motivi la Nato non deve essere coinvolta nella questione libica, lasciando a Parigi il controllo delle operazioni (scalzando i principali concorrenti come Gran Bretagna e Italia).