BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

INCHIESTA LIBIA/ Ecco le mire nascoste della Francia ai danni di Italia e Nato

Soldati francesi controllano un jet Mirage 2000 prima di una missione (Foto Ansa) Soldati francesi controllano un jet Mirage 2000 prima di una missione (Foto Ansa)

Ma la mossa francese si inquadra in uno scenario più ampio e articolato, proiettato più a Est, nel Golfo Persico. Dall’avvio del proprio mandato, Sarkozy ha incoraggiato la conclusione di accordi economici con i Paesi del Gulf Cooperation Council (Gcc) - un’organizzazione regionale che ha nell’Arabia Saudita il proprio pivot, seguita da Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman e Kuwait. L’organizzazione, che ha rivestito fino a oggi una rilevanza prevalentemente economica, rappresenta in realtà un baluardo essenziale per l’Occidente contro la minaccia iraniana. La stessa Nato, tramite l’Istanbul Cooperation Initiative (Ici) lanciata nel 2004 velatamente in funzione anti-iraniana, ha stretto legami con i paesi a maggioranza sunnita del Golfo tramite accordi di cooperazione militare e addestramento del personale delle forze armate locali.

Ma le recenti evoluzioni dello scacchiere mediorientale hanno evidenziato un improvviso scostamento dell’Arabia Saudita dalla storica alleanza con gli Stati Uniti. Le recenti crisi in Libano, dove non piacque agli Stati Uniti il dialogo ricercato da re Abdullah con la malfidata Siria per stabilizzare il Paese dopo la caduta del Presidente Hariri, e in Egitto, dove Ryad si propose come nuovo finanziatore del regime di Mubarak al posto di Washington, nel caso fosse rimasto al potere, hanno fatto sì che Obama non potesse più considerare l’ottantaseienne re Abdullah l’alleato di riferimento nella regione.

Il gelo tra Stati Uniti e Arabia Saudita ha quindi significato un’enorme opportunità per Sarkozy: dopo l’apertura di una base militare negli Emirati Arabi Uniti, meno di un mese fa la trattativa tra la Dessault Aviation (a partecipazione pubblica francese e tra i leader europei nell’industria dell’aviazione militare) e Abu Dhabi ha avuto una forte accelerazione. In ballo c’è un accordo per l’adeguamento dei software e dei sistemi d’arma della flotta di Mirage degli Emirati. A margine dell’intesa dovrebbe anche essere inclusa la transazione che porterebbe alla vendita di nuovi aerei Rafale, mentre alcuni giorni fa, Francia e Arabia Saudita hanno sottoscritto un accordo di cooperazione per lo sviluppo del nucleare civile nei rispettivi Paesi.