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INCHIESTA LIBIA/ Ecco le mire nascoste della Francia ai danni di Italia e Nato

Soldati francesi controllano un jet Mirage 2000 prima di una missione (Foto Ansa) Soldati francesi controllano un jet Mirage 2000 prima di una missione (Foto Ansa)

Gli accordi economici tra Francia e Paesi del Golfo si legano profondamente con i timori di Ryad per la domanda di democrazia espressa dalle piazze arabe, destabilizzante per l’equilibrio socio-politico nella regione. L’intervento militare in Bahrein, dove le rivolte sciite sono probabilmente appoggiate da Teheran, da parte delle truppe saudite accompagnate da quelle di altri Paesi del Gcc e non solo (secondo al Jazeera, anche Siria e Pakistan avrebbero inviato propri uomini nel Paese), testimonia come il timore di un’egemonia sciita nel Golfo sia reale per l’Arabia Saudita, già preoccupata dalla possibilità che l’influenza iraniana si estenda in Iraq.

Allargare il blocco sunnita è diventato quindi indispensabile e in Cirenaica gli interlocutori per realizzare tale progetto non mancano. La Francia si pone quindi come attore privilegiato per difendere gli interessi sunniti, sebbene tali Stati abbiano dimostrato di non essere immuni all’ondata rivoluzionaria del popolo arabo: la richiesta di diritti democratici e di lavoro ha interessato anche i paesi arabi che oggi si pongono come paladini del popolo libico (Qatar e Arabia Saudita su tutti).

Il quadro che si va delineando è dunque poco rassicurante e la competizione settaria tra Iran e Arabia Saudita sta trascinando nella competizione anche l’Occidente. Di certo restare immobili mentre il futuro degli approvvigionamento del gas per l’Europa e altri interessi economici sono messi a rischio era difficilmente immaginabile. Ma quando gli si chiederà per quale motivo non si sia creata una coalizione internazionale anche per difendere i diritti degli yemeniti, calpestati dal dittatore Saleh, la Francia, e con essa l’Occidente, si dimostrerà ancora una volta estremamente vulnerabile nella regione mediorientale.

 

(Luca Gambardella, analista di Equilibri.net)

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