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Esteri

LIBIA/ Albacete: una guerra che non piace neanche a Obama e agli Usa

Barack Obama e Muammar Gheddafi (Foto Ansa)Barack Obama e Muammar Gheddafi (Foto Ansa)

Politico osserva: “Può darsi che questi sette siano tranquillamente schierati dietro il comandante in capo in un periodo di guerra, ma una spiegazione più probabile è che questi possibili candidati stiano aspettando di vedere gli sviluppi di questa fluida situazione e di sentire cosa dicono per primi i principali avversari. Questo silenzio è un altro promemoria sulla carenza di esperienza in politica estera tra i maggiori candidati Repubblicani”.

È stato fatto notare (per lo sgomento di molti conservatori tradizionali) che i Neoconservatori sembrano recuperare di nuovo ascendente, visto che quasi tutti i candidati del partito alla presidenza hanno abbracciato un atteggiamento da “falco” nella politica estera e nella difesa.

Nel frattempo, il presidente del Venezuela Hugo Chavez ha denunciato l’intervento militare in Libia come un complotto degli Usa per prendersi il suo petrolio e ha avvertito che ogni tentativo di fare la stessa cosa in Venezuela troverebbe la violenta reazione armata dei patrioti venezuelani. Il Presidente Obama, che sta visitando l’America Latina per la prima volta da presidente, risponderà probabilmente oggi in un importante discorso alla regione da Santiago del Cile. Ma questo lo commenteremo un’altra volta.

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COMMENTI
24/03/2011 - Che glielo spiega? (Mariano Belli)

Andateglielo a spiegare al Cardinal Bagnasco : oggi come oggi la Chiesa italiana è più interventista degli Stati Uniti! (leggere le dichiarazioni di ieri 23 marzo su Avvenire, e gli stessi editoriali pubblicati ultimamente su quel giornale). Certo, ci sarà un motivo dietro, chissà, forse tanti profughi fanno gola a qualcuno....ma di certo, per la Chiesa italiana è notte fonda.