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LIBIA/ 2. "Saddam vive, a morte Gheddafi", il ribaltone culturale dell'Occidente

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Il vuoto d’iniziativa dell’Italia allo scoppio della  crisi e nelle sue primi fasi è stato riempito da altri nel peggiore dei modi, ma ora sembra che stiamo riguadagnando il tempo perduto, e non si può che compiacersene. Frattanto vale la pena di tentare un’analisi delle debolezze profonde che la gestione della crisi libica ha fatto emergere: delle debolezze l’urgenza di porre rimedio alle quali va anche oltre tale crisi, quale che ne sarà l’esito finale. Secondo un vecchio proverbio inglese, diffusosi nel secolo scorso al tempo delle guerre mondiali, “quando scoppia una guerra la prima vittima è la verità”.
La vicenda della crisi innescata dalla rivolta della Cirenaica contro il regime di Gheddafi dimostra che purtroppo la situazione oggi è ancora peggiore: più gravi ancora della manipolazione, su cui ci soffermeremo più avanti, sono gli effetti dell’affermarsi ormai diffuso della tipica incapacità di una certa cultura moderna a vedere la realtà cogliendola in tutti i suoi fattori. A causa di essa si giudica e si prendono decisioni, ahimè anche gravide di importanti conseguenze, tenendo eccessivamente se non esclusivamente conto non dell’insieme bensì di uno o più particolari che, per essere clamorosi, non diventano solo per questo decisivi. Che non bastasse un’insurrezione improvvisata a Bengasi per far cadere il regime di Gheddafi era evidente a chiunque considerasse con la dovuta attenzione tutte gli elementi in gioco.
Era evidente a tanti di noi, che non siamo nel proverbiale Palazzo. Si resta di stucco nel vedere come non se ne rendessero conto all’Eliseo, alla Casa Bianca e così via con tutti gli strumenti di informazione e di analisi di cui dispongono. Se ciò è accaduto, e purtroppo potrà ancora accadere, è a causa della debolezza culturale di cui si diceva, che si rivela più forte della forza di tutti i “think tanks”, di tutti i servizi segreti, di tutti i super-cacciabombardieri e di tutte le portaerei. Non si guarda più alla realtà bensì a una sua rappresentazione distorta della quale l’informazione televisiva planetaria è il megafono tanto potente quanto catastrofico.



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COMMENTI
27/03/2011 - L'IPOCRISIA FRANCO-INGLESE CUI SI ACCODA LA RUSSA (Vittorio Brambilla di Civesio)

Il ministro della difesa ha dichiarato oggi che il piano della no fly zone è passato sotto l'egida NATO:l'embargo navale è comandato da un ammiraglio italiano. Ha reso noto il ministro che "sono mesi importanti perchè assicurano la volontà di non far transitare armi all'interno della Libia". Ci domandiamo come mai ai cosiddetti "insorti" della Cirenaica (fra i fondamentalisti islamici più pericolosi) la Francia continua a fornire armi? Vogliamo autodistruggerci? E le "carrette" dei profughi come mai non vengono riaccompagnate o meglio fermate sulle coste di provenienza prima di partire ora che abbiamo il comando navale? Purtoppo la politica è affollata di avvocati delle "cause perse", che sanno distruggere in un giorno la politica estera italiana costruita in 40 anni verso la Libia, nonchè la nostra economia e inondarci di profughi.Alla politica servono architetti e ingegneri che sanno prima analizzare gli eventi, progettare e costruire, serve un'iniezione di cultura. E'curioso e pretestuoso come si pretenda un cessate il fuoco di Gheddafi (che di fatto ha un esercito non più operativo con la flotta aerea distrutta), mentre Francia e GB continuano imperterriti negli attacchi, distruzioni con morti di civili.Che Europa ipocrita, il cessate il fuoco deve valere prima di tutto da parte di chi attacca dall'esterno uno stato sovrano.La sensazione è che invece la Francia con la "scusa" del mancato cessate il fuoco libico continui la sua occupazione segreta Cirenaica per ricattarci!

 
25/03/2011 - d'accordo,ma.... (attilio sangiani)

soatanzialmente d'accordo sul Governo italiano e sul "circo mediatico" impazzito,noncurante della verità in tutti i suoi aspetti. Però,per non cadere nella stessa" parzialità" lamentata,credo sia giusto prendere atto di questo: G.Busch non aveva dalla sua parte l'ONU e la Lega Araba ( e,men che meno,la S.Sede. Giovanni Paolo II aveva diffidato accoratamente il presidente USA dall'intraprendere la seconda guerra del Golfo. Non mi pare,però,che abbia fatto altrettanto con la guerra contro la Serbia). Invece contro Gheddafi ci sono le Nazioni Unite e,almeno per ora,la Lega Araba,mentre la diplomazia vaticana tace. Ricordo anche il principio di "ingerenza umanitaria" a difesa del diritto inviolabile alla vita riconosciuto ad ogni persona,come limite alla sovranità assoluta di ogni Stato.Ho già ricordato la evoluzione del diritto internazionale,che si sviluppa in direzione opposta al "Trattato di Westfalia,del 1648" che aveva posto fine alla unità politica e giuridica dell'Europa,dopo la Riforma Luterana e Calvinista e lo scisma anglicano. Cordiali saluti.

 
25/03/2011 - Una domanda per l'autore (Luca Cantatore)

Innanzitutto, la ringrazio per la chiarezza e per la lucidità di pensiero; poi mi resta una domanda da quando è iniziata questa brutta guerra: secondo Lei, perchè il Governo Italiano non ha posto subito al vertice di Parigi dell'altra settimana la condizione di avere il comando NATO, a costo di non concedere le basi e, aggiungo io, neppure il sorvolo del nostro spazio aereo? Saluti, Luca Cantatore