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CAMBRIDGE/ Medici congelano neonata per salvarla dai danni cerebrali

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SI SALVA UN NEONATO SU 9 - Topun Austin, neonatologo di Addenbrooke, lo specialista che segue Ella, ha dichiarato che nei casi di neonati partoriti con carenze d’ossigeno il trattamento funziona soltanto per un bambino su nove. E ha aggiunto al Sun il dottor Austin: «Un tempo si pensava che chi nasceva in mancanza di ossigeno riportasse un danno cerebrale istantaneo. In realtà ci vogliono alcuni giorni prima di riportare delle conseguenze. Ma fino a poco tempo fa non esisteva alcuna possibile cura per questo tipo di problemi. Ora però il raffreddamento è considerato universalmente come la terapia standard per i neonati, come Ella, che soffrono di una carenza di ossigeno alla nascita. E’ molto importante che i bambini che hanno i requisiti per questo tipo di trattamento siano identificati presto, perché prima inizia il raffreddamento e meglio è».

 

LA BIMBA E’ SEMPRE PIU’ FORTE - La madre di Ella, Rachel Claxton, 32 anni, ha confessato: «Non riuscivo a resistere, aspettando di prenderla tra le mie mani per la prima volta e dandole un abbraccio in grado di riscaldarla. Non possiamo ancora essere sicuri del futuro, o dei problemi che potrebbe affrontare, ma finora è andata rafforzandosi ogni giorno di più». Tra gli ospedali italiani che hanno studiato le tecnologie per il raffreddamento neurologico dei neonati c’è anche il Buzzi di Milano, anche se ovviamente non in tutte le città italiane sono ancora disponibili queste terapie all’avanguardia. Anche in molti ospedali inglesi manca questa possibilità, tanto che i genitori di Ella, Rachel e Jason, hanno lanciato una campagna su Facebook per raccogliere una somma in modo da fare sì che questo trattamento si diffonda il più possibile. Jane Brewin, dell’associazione di volontariato Tommy’s che si occupa della salute dei bambini, ha dichiarato: «Più sono i genitori che possono beneficiare di tecniche salvavita come questa, e meglio è».