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CAMBRIDGE/ Medici congelano neonata per salvarla dai danni cerebrali

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TECNICA SALVAVITA - Oltre 1.000 bambini all’anno muoiono o riportano danni cerebrali causati da una carenza o mancanza di ossigeno alla nascita. E quelli che sopravvivono possono riportare disabilità come la paralisi cerebrale. Il raffreddamento può portare a complicazioni legate alla pressione sanguigna, anomalie del battito cardiaco, sanguinamenti e problemi di coagulazione, ma i bambini che si sottopongono alla terapia sono monitorati minuto per minuto. E come scrive Carol Cooper, medico ed esperto di salute del Sun, «il raffreddamento neurologico è un esempio di come l’ipotermia attentamente controllata può salvare le vite».

 

I 10 CENTIMETRI PIU’ PERICOLOSI - Risale al 400 avanti Cristo, quando Ippocrate medicava le ferite dei soldati con ghiaccio e neve. L’ipotermia profonda è stata utilizzata nella chirurgia a cuore aperto prima che fossero inventati i macchinari per il bypass cuore-polmone. I medici in Unione Sovietica inoltre utilizzavano l’ipotermia con i bambini già alcuni decenni fa. E come aggiunge il dottor Cooper, «l’idea è che se raffreddi il corpo lo proteggi perché riduci il metabolismo. Quei dieci centimetri di strada che percorriamo per nascere sono i più pericolosi della nostra vita. Le risorse di sangue possono essere criticamente insufficienti per gli organi vitali. La carenza di ossigeno può infatti provocare danni cerebrali e l’encefalopatia ischemica. Esiste un elevato rischio di morte e prima di ora non c’era molta speranza».

 

(Pietro Vernizzi)



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