BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MASSIMO RANZANI/ Caressa (Sky): costruire ponti e scuole, così i soldati "sopportano" la morte di un compagno

Pubblicazione:giovedì 3 marzo 2011

La salma di Massimo Ranzani lascia l'Afghanistan - Foto Ansa La salma di Massimo Ranzani lascia l'Afghanistan - Foto Ansa

L’ultima vittima italiana, il tenente Massimo Ranzani è caduto vicino a Shindand, nell’ovest dell’Afghanistan. Una zona che Fabio Caressa conosce bene, per esserci stato di persona durante le riprese del suo documentario “Buongiorno Afghanistan”, realizzato per Sky Uno. A ilsussidiario.net il giornalista, divenuto famoso per le sue telecronache calcistiche, ci parla di quell’esperienza tra i ragazzi del nostro esercito.

 

Tu sei stato in pattuglia con loro, come vivono la tensione di una situazione sempre più precaria, dove vita e morte sono separate solo da un istante?

 

Pensandoci il meno possibile. I nostri ragazzi fanno sempre la stessa strada lungo la Ring Road, tutti i giorni facendosi il segno della croce quando escono e quando rientrano alla base. Sanno benissimo che chi vuole colpirli lo può fare in qualsiasi momento. Loro stessi lo dicono: “se vogliono farti, ti fanno”. L’unico modo che hanno per andare avanti è badare a quello che c’è da fare. E credere fortemente nella loro missione. Costruire ponti, scuole, mercati per la popolazione locale. Cose vere, che ti fanno essere orgogliosi del tuo lavoro.

 

Come riescono a metabolizzare il lutto di un commilitone, che magari a pranzo sta mangiando accanto a te e la sera non c’è più?

 

Lo fanno grazie alla grande professionalità. Certo, all’inizio c’è rabbia, poi impotenza. Ma alla fine si va avanti, perché tutti credono in quello che stanno facendo.

 

Qual è il loro rapporto con la popolazione locale?



  PAG. SUCC. >