BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

IL CASO/ L’aiuto dell'Italia agli immigrati? Tolti 430 milioni alla cooperazione

Profughi a Lampedusa, foto Ansa Profughi a Lampedusa, foto Ansa

Sempre nella stessa intervista, il ministro Tremonti ha affermato che non bisogna dare i soldi agli Stati perché “finiscono in armi”. Non so se finiscano tutti in armi: di certo, in alcuni Paesi la corruzione è endemica. Questa affermazione del ministro - non dare i soldi agli Stati o, aggiungo io, solo agli Stati - mette in discussione giustamente uno dei più moderni paradigmi che regolano la cooperazione allo sviluppo e cioè il budget support (un assegno dedicato d una specifica attività e “intestato” al ministero competente). È un sistema che apparentemente semplifica la gestione delle risorse e ne riduce i costi amministrativi per il Paese donatore. Nella realtà, istiga e perpetua uno statalismo asfissiante e soffocante per tutte quelle forme sussidiarie che erogano servizi alla persona e che sono presenti anche in Africa.

“Privato sociale” in Africa vuol dire nella maggior parte dei casi la Chiesa cattolica, i suoi missionari e le loro opere, che sono a contatto con i bisogni reali delle persone, con la “gente-gente” e con il “popolo-popolo”. Bisogni reali, come avere una casa, trovare un lavoro o una scuola per i figli. Basti pensare che il 50% dei servizi sanitari di base sono garantiti dal privato sociale, e la stessa percentuale vale per l’accesso all’istruzione primaria.


COMMENTI
30/03/2011 - Aiutiamo il presente più presente. (claudia mazzola)

E' giusto aiutare chi viene sulla tua strada. Io ho incontrato Rosa 56 anni, povera e con un figlio di 28 disoccupato. Presto li porto al suo paese a trovare i genitori al cimitero, poi mi fa conoscere i suoi zii. Non sono brava, fosse per me non aiuterei nessuno, per ora penso a lei poi vedremo quale altra emergenza grazie a Dio incontrerò.

 
30/03/2011 - E agli italiani chi pensa? (Mariano Belli)

"“Privato sociale” in Africa vuol dire nella maggior parte dei casi la Chiesa cattolica, i suoi missionari e le loro opere, che sono a contatto con i bisogni reali delle persone, con la “gente-gente” e con il “popolo-popolo”. Bisogni reali, come avere una casa, trovare un lavoro o una scuola per i figli." Tutto ciò è molto bello, misericordioso e senz'altro nel solco dell'ideale evangelico. Però, quello che mi chiedo io, dato che non siamo purtroppo il Paese della cuccagna, è perchè non si pensa prima ai milioni di italiani che hanno enormi difficoltà con la casa, il lavoro, la scuola dei figli (e non parlo per me). Perchè queste persone vengono lasciate sole? (dallo Stato al quale hanno pagato le tasse sin dalla loro nascita) E' giusto dirottare questi aiuti altrove?