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Esteri

SIRIA/ Il patriarca cattolico: da Assad risposte positive, l’Occidente deponga le armi

Manifestazioni pro Assad a DamascoManifestazioni pro Assad a Damasco

Bashar al Assad in quella circostanza dichiarò ufficialmente che «la Siria è la culla del Cristianesimo». Ebbe un coraggio non indifferente, se si pensa che è il presidente di un Paese dove vivono 22 milioni di musulmani e 2 milioni di cristiani, ma soprattutto fu un segno di rispetto della realtà storica. E i riflessi si sono visti per esempio per il fatto che oggi in Siria abbiamo un diritto personale, familiare e relativo ai rapporti tra le religioni che è tra i più sviluppati di tutto il Medio Oriente. Per esempio la legge consente l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche di tutta la Siria senza nessuna restrizione.

In Siria è ammesso il matrimonio tra persone di religioni diverse?

Le nozze miste sono ancora rare, da questo punto di vista non siamo preparati a compiere questo passo.

Che cosa ne pensa del fatto che Assad ha appoggiato l’Iran a discapito di Israele?

In tutto il mondo arabo ci sono interazioni tra Paesi pur indipendenti, come l’Iran e la Siria. Ma va anche sottolineato che la vera causa del ritardo nello sviluppo del Medio Oriente è proprio il conflitto in Palestina. Le potenze che hanno creato lo Stato di Israele, oggi hanno anche il dovere di imporre la pace a ebrei e palestinesi. Soprattutto per quanto riguarda gli insediamenti dei coloni israeliani nella West Bank. A che cosa serve una scelta simile, se quel territorio appartiene di diritto alla Palestina?

Come valuta da questo punto di vista la posizione del governo italiano?

Lo scorso ottobre a Roma mi sono incontrato con il ministro Franco Frattini, e ho trovato la sua posizione molto positiva. Tutti i suoi sforzi sono diretti al raggiungimento della pace tra israeliani e palestinesi, perseguendo questo risultato con la forza morale e con la giustizia.

Ha la stessa opinione anche di Obama?

No. Prego sempre affinché Dio doni più coraggio al presidente Obama, e due mesi fa gli ho scritto anche una lettera ufficiale sperando di riuscire a sensibilizzarlo. La sua posizione sulla questione palestinese non è infatti sufficientemente equilibrata. Gli Stati Uniti sono un Paese amico di Israele, hanno quindi l’autorità morale per esercitare pressioni affinché termini l’ingiusta occupazione dei coloni ebrei nella West Bank. Le assicuro per esperienza diretta che questo sarebbe l’inizio della liberazione di tutto il Medio Oriente e della fine del fondamentalismo islamico.

(Pietro Vernizzi)


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COMMENTI
02/04/2011 - Dalla Siria (Iacopo Dalla Ricca)

Commento a nome di una mia amica che si trova attualmente a Damasco per studio, per questioni di sicurezza preferisce parlare tramite me. L'immagine che viene mostrata è effettivamente riferita a delle manifestazioni pro Assad come è scritto nella didascalia, ma bisognerebbe sapere che la gran parte dei presenti erano studenti delle scuole medie e superiori portati "in gita" alla manifestazione (con l'indicazione di non indossare la divisa scolastica). Il discorso pubblico di Assad anche dai suoi sostenitori è stato accolto con delusione, tutti si aspettavano che si parlasse di cambiamenti, ma invece è stata ribadita la teoria del complotto. Io conosco personalmente giovani cristiani educati che scendono in piazza per chiedere la libertà "hurria", e si trovano la sera a chiedersi angosciati se i loro amici siano fra i morti o i feriti. Forse non capisco niente di politica, ma non è giusto che una parte della realtà venga dissimulata.

 
31/03/2011 - Attenzione alla Siria (Giuseppe Crippa)

Quando si leggono dichiarazioni e giudizi molto distanti da quanto ci si aspetta, viene naturale chiedersi (oltre che se si è capito bene) come mai l’intervistato abbia risposto in questo modo. Trovo il tono delle dichiarazioni di sua eminenza il Patriarca Gregorio III estremamente prudente ed alcuni suoi giudizi molto filogovernativi. Non mi sorprende in un Paese che sta vivendo in regime di "stato di emergenza" dal 1963. Questa intervista, lungi dal rassicurarmi, è uno stimolo in più a seguire con attenzione l’evolversi della situazione in Siria, il cui regime è a mio avviso più pericoloso di molti altri nella regione.