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LIBIA/ Parsi: un intervento Nato è pura follia, solo la Lega araba può "fermare" Gheddafi

Pubblicazione:martedì 8 marzo 2011

Ribelli in Libia Ribelli in Libia

«Un intervento militare della Nato in Libia sarebbe pura follia, perché vorrebbe dire assumersi la responsabilità del dopo Gheddafi, rischiando di unire contro l’Occidente tutte le tribù che si sono ribellate al dittatore». Lo afferma Vittorio Emanuele Parsi, dopo che il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha dichiarato che «se Gheddafi e il suo regime continueranno ad attaccare sistematicamente la popolazione civile, non posso immaginare che la comunità internazionale e l’Onu rimangano a guardare». Per l’editorialista de La Stampa, al contrario, «l’unica soluzione possibile all’attuale crisi è coinvolgere Lega araba e Unione africana, per isolare il dittatore di Tripoli dal punto di vista politico e diplomatico».

 

Parsi, che cosa ne pensa delle dichiarazioni di Rasmussen?

 

Intanto la presa di posizione è già stata rettificata. La Nato è disponibile a mettere a disposizione delle Nazioni Unite la sua struttura militare, qualora il Consiglio di sicurezza decidesse di decretare la no flight zone. Nessuno insomma ha intenzione di fare nulla senza l’autorizzazione dell’Onu.

 

Ma in concreto che cosa potrebbe fare la Nato?

 

Mettere a disposizione la sua struttura organizzativa per fare rispettare l’embargo, ispezionando i navigli diretti verso la Libia. Qualora l’embargo venisse rafforzato, questa struttura potrebbe procedere a una stretta più solida sul regime libico.

 

Sarebbe un passo nella giusta direzione?

 

Se lo dovessero attuare delle forze occidentali, sarebbe l’inizio di una serie di guai a non finire. Basta vedere quello che sta avvenendo in Afghanistan, dove gli alleati continuano a bombardare persone che non c’entrano nulla con i talebani.

 

Tutti parlano di appoggiare i ribelli di Bengasi. Ma quali sono le loro vere intenzioni?


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