BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

LIBIA/ Parsi: un intervento Nato è pura follia, solo la Lega araba può "fermare" Gheddafi

Ribelli in Libia Ribelli in Libia

Intanto vogliono liberarsi del regime di Gheddafi. Poi, quando il «nemico» sarà stato sconfitto, inizierà la competizione tra gli attori che sono rimasti sul campo. Proprio come in Egitto e in Tunisia. Nel momento in cui non c’è più il «nemico» che polarizza, cioè Gheddafi, si apre una dinamica politica differente. C’è però un errore da evitare assolutamente: fornire a questa coalizione un altro nemico contro cui polarizzarsi, cioè la Nato. Proprio quello che accadrebbe se noi occidentali intervenissimo in Libia. Per questo un’azione militare nella Jamahiriya sarebbe pura follia. Già lo abbiamo fatto in Iraq, con le stesse motivazioni, che senso ha creare un nuovo scenario molto simile? E non è tutto: se la Nato effettua un intervento militare, vuole dire che si fa garante della transizione. Equivale a dire che si assume la responsabilità di tutto quello che avverrà in Libia da quel momento in poi. Siamo sicuri di volerlo fare?

 

Quale può essere quindi la soluzione migliore per porre un argine a Gheddafi?

 

In questo momento la cosa più importante sarebbe in realtà fornire un sostegno politico e diplomatico ai ribelli, piuttosto che pensare di intervenire militarmente o riempirli di armi. Anche perché i ribelli stanno resistendo, Gheddafi usa l’aviazione e i carri armati, ma la differenza di mezzi non produce effettivi vantaggi sul campo nei confronti dei lealisti.

 

Sul piano diplomatico però le condanne dell’Onu finora non hanno prodotto effetti...

 

Infatti la strada da percorrere sarebbe un’altra. In questo momento gli unici che potrebbero spostare ulteriormente l’ago della bilancia sarebbero la Lega araba e l’Unione africana. Questi organismi, in nome della fratellanza araba e islamica e della solidarietà africana, potrebbero fare ciò che è precluso all’Occidente. In primo luogo chiudendo i confini meridionali della Libia. Al contrario, pensare che dal Mediterraneo la Nato riesca a bloccare i flussi di mercenari e di armi che arrivano dall’Africa, mi sembra un’utopia. Questo può essere realizzato solo da forze presenti sul terreno, e possono essere solo forze africane o arabe, non certo occidentali. Da un punto di vista diplomatico, inoltre, il problema è favorire l’accreditamento del governo provvisorio di Bengasi negli stessi organismi nei quali al momento è accreditato quello di Gheddafi. Potrebbe essere l’inizio di una serie di azioni più pressanti e incisive sul dittatore libico, visto che in quegli organismi sono inclusi tutti i Paesi che confinano con la Libia.

 

Gheddafi è l’unica alternativa a una deriva fondamentalista in Libia?