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Esteri

LIBIA/ Clan e petrolio "decidono" il futuro, mentre Cina e UK allungano le mani...

Manifestanti a Tobruk in Libia (Foto Ansa)Manifestanti a Tobruk in Libia (Foto Ansa)

Il futuro del paese, qualsiasi sia l’esito dell’attuale situazione di conflitto, sarà il risultato della sintesi dei due elementi maggiormente caratterizzanti: la conformazione di stato distributivo (la rendita energetica è pari al 95% delle entrate dell’economia del paese) e il tessuto sociale “clanico”. La necessità di vendere petrolio e gas è quindi vitale per il funzionamento dello stato. Una peculiarità che, teoricamente, porrebbe l’Italia nuovamente in prima fila tra i partner della Libia vista la complementarietà economica tra i due paesi. Tuttavia permane il rischio di un’influenza sul paese di nuovi attori. Il primo fra tutti è una Cina desiderosa di petrolio e pronta a offrire manodopera a basso costo. I nuovi leader libici, chiunque essi siano, potrebbero veder bene il rapporto con attori diversi per smarcarsi da vecchie amicizie o da vicini scomodi.

 

Attorno alla Libia è già in atto un gioco per amicarsi la nuova classe dirigente con protagoniste le potenze occidentali. In tal senso è da registrare il neo-attivismo britannico (e soprattutto di Cameron) nell’area e in Libia in particolare. La crisi di Suez del 1956 la vide uscire dal Mediterraneo. Oggi la caduta di Ben Ali. Mubarak e quella probabile di Gheddafi, tre partner politici ed economici dell’Italia, rappresentano per l’Italia un forte elemento di crisi e di necessario ripensamento della nostra politica estera nell’area. Per gli inglesi sembra invece costituire un’opportunità: il ritorno ad un ruolo di primo piano nel Mediterraneo. Tuttavia il fallimento dell’operazione britannica di otto membri delle SAS, l'élite delle forze armate, nello stabilire un rapporto con il “governo” dei rivoltosi a Bengasi la dice molto lunga sulla difficoltà di muoversi con dimestichezza in Cirenaica. Secondo voci non confermate facevano parte della missione anche due funzionari dei servizi segreti MI6. Il team britannico era stato arrestato quando il loro elicottero era atterrato a Bengasi giovedì senza avere ottenuto il permesso dei comandanti dei ribelli, e armi, esplosivi, cartine e passaporti falsi erano stati trovati a bordo. I ribelli li avevano presi per mercenari e li avevano arrestati.

Per l’Italia forse c’è ancora speranza…

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