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Esteri

PAPA/ Il libro di Ratzinger accolto con entusiasmo in Israele. Netanyahu chiede un incontro personale

Benedetto XVI (Foto Ansa)Benedetto XVI (Foto Ansa)

C’è da dire, a onor del vero, che la Chiesa aveva già ripudiato l’idea di colpevolezza collettiva degli ebrei nella Nostra Aetate, il documento più importante del Concilio Vaticano Secondo, scritto nel 1965. Che non parla mai, per giunta, di antisemitismo cristiano, ma di antigiudaismo. La differenza tra i due è sostanziale: il primo ha una connotazione esclusivamente razziale, mentre l'antigiudaismo contiene risvolti esclusivamente teologici e religiosi (nel documento stesso c'è una violenta condanna dell'antisemitismo e delle violenze a sfondo razzista).

 

Nonostante tutto, l’esposizione in prima persona del Papa, di questo Papa, incrementa il suo peso nel dialogo con gli ebrei che per Lauder “ripongono un grande valore nell'assoluta serietà di Benedetto XVI nel portare avanti le buone relazioni tra cristiani ed ebrei senza limitarsi a una adesione puramente formale a questo impegno”.

 

Nel coro di voci di ringraziamento per il Papa, si leva anche quella di Elan Steinberg, vice presidente dell’associazione americana dei sopravvissuti dell’olocausto. Steinberg ha parlato di un importante passo in più dopo secoli di antisemitismo perpetrato dalla Chiesa Cattolica. Ma non risparmia nuove accuse a Pio XII, colpevole di aver taciuto di fronte all’olocausto. E ricorda, con un velo di malizia, che l’attuale pontefice ne aveva riconosciuto le virtù eroiche nel 2009. Se la leggenda dell'antisemitismo sembra ormai superata, quella che circonda papa Pacelli non conosce ancora la parola fine: ma d'altronde, Einstein insegna, “è più facile spezzare un atomo che il pregiudizio”.


(Andrea Avveduto)

 

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