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LA TESTIMONIANZA/ Costa d'Avorio, operatore AVSI: "Porre fine alla guerra"

Testimonianza esclusiva dalla Costa d'Avorio dove è in atto una sanguinosa guerra civile che sta provocando decine di migliaia di profughi. Il racconto di un operatore Avsi

Profughi della Costa d'Avorio, foto Ansa Profughi della Costa d'Avorio, foto Ansa

I profughi dalla Costa d'Avorio sono ormai migliaia. Si riverranno in massa nella vicina Liberia. Nel paese africano infuria infatti una sanguinosa guerra civile. Negli ultimi giorni le forze guidate da Alassane Ouattara sono arrivate nel sud della Costa d'Avorio. Conseguentemente il flusso di profughi è praticamente raddoppiato. In Liberia circa 30mila persone sono assistite dalla Caritas, dall'inizio della crisi in Costa d'Avorio ne sono giunti in tutto circa 120mila. Intanto si sta combattendo anche intorno alla residenza del presidente uscente, Laurent Gbagbo, che si rifiuta di abbandonare il potere. Le Nazioni Unite hanno riconosciuto la vittoria alle elezioni di Ouattara, ma Gbagbo non accetta il risultato. Così è scoppiata una violenta guerra civile. Francia e Nigeria hanno proposto nei giorni scorsi una bozza di risoluzione che propone sanzioni contro l'attuale presidente del paese africano.


IlSussidiario.net ha raggiunto un volontario dell'AVSI, l'associazione che opera in sostegno di situazioni umanitarie in tutto il mondo, per sapere com'è la situazione in queste ore. Abbiamo parlato con Carlo Maria Zorzi, rappresentante AVSI in Costa d'Avorio, una telefonata sotto le bombe.
"Molte famiglie con bambini sostenuti a distanza da AVSI si stanno muovendo" ha detto Zorzi. "Difficile per i nostri operatori mantenere i contatti con tutti. Appena verranno rintracciati, i fondi del sostegno a distanza saranno fondamentali per aiutarli. Perché avranno bisogno di tutto".


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