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LA TESTIMONIANZA/ Costa d'Avorio, operatore AVSI: "Porre fine alla guerra"

Pubblicazione:venerdì 1 aprile 2011

Profughi della Costa d'Avorio, foto Ansa Profughi della Costa d'Avorio, foto Ansa

Ore 17.00 (italiana) sto chiamando Abidjan in Costa d’Avorio Carlo Maria Zorzi, rappresentante della Fondazione AVSI nel paese. Ciao Zorzi come stai? cosa vedi e cosa senti?

Siamo nel pieno dei combattimenti. Ovviamente non si può uscire di casa. Sono qui con il mio collega ivoriano che sta da me da una quindicina di giorni dopo essere stato obbligato ad abbandonare casa sua a causa dei combattimenti nei quartieri nord di Abidjan che erano già cominciati almeno 5 settimane fa. Ascolto e leggo le informazioni. Tutte abbastanza terribili. Non siamo riusciti a dormire tranquillamente stanotte e nella mattinata di oggi (venerdì 1° aprile) le detonazioni ci hanno ulteriormente allertato. In questo momento un elicottero – probabilmente della forza francese Licorne - sta passando sulla nostra testa in pattuglia nei cieli della città Abidjan. Si sentono forti detonazioni in provenienza dal quartiere centrale dove c’è la Presidenza della Repubblica e raffiche di armi più leggere. In pratica sono 26 ore che siamo sotto questo fuoco che ha preso di mira alcuni punti strategici del presidente uscente qui in città.
 
La gente dove sta andando?

La gente è chiusa in casa. Le strade sono deserte. Sappiamo che Licorne e Caschi Blu dell’ONU hanno rinforzato le pattuglie per evitare furti e danni alle persone e alle cose. Tutto è chiuso, blindato. Molti negozi nella zona sud della capitale sono stati presi d’assalto e svaligiati. In queste situazioni penso sia difficile contenere la violenza.
 
Le comunicazioni come sono nel paese?

Difficili. Gli sms sono bloccati da ormai quasi un mese. La RTI Radio Televisione Ivoriana ha smesso di trasmettere dalla mezzanotte passata. E questo forse fa credere che sia passata nelle mani delle Forze Repubblicane di Ouattara che lo afferma tramite dei suoi portavoce. Tuttavia , stamane dei violenti scontri erano in corso attorno alla sede della Tv.
 
Di cosa c’è maggior bisogno in questo momento?

In questo momento c’è bisogno che la battaglia di Abidjan finisca, che una soluzione venga trovata e che la vita dei cittadini riprenda nel più breve tempo possibile. E’ fondamentale che tutte le persone ritrovino al più presto la pace così come il lavoro. Altrimenti continueranno a fuggire e a vivere da sfollati.


(Elisabetta Ponzone)



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