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COSTA D’AVORIO/ Il ministro Achi: con Ouattara saremo come il Sudafrica di Mandela

Le forze di Ouattara in Costa d'Avorio Le forze di Ouattara in Costa d'Avorio

Questa è stata l’ultima fase della trattativa, e con lui c’era anche un rappresentante dell’Onu. Ma già in precedenza, erano venuti ad Abidjan i capi di Stato dell’Africa occidentale: Gbagbo ha fatto loro delle promesse, ma non appena quelli hanno lasciato il Paese se ne è subito dimenticato. A tentare la mediazione è stata quindi l’Unione africana, rappresentata da un gruppo di cinque capi di Stato tra cui Jacob Zuma, presidente del Sudafrica e amico di Gbagbo. Al termine di una giornata di intensi colloqui, Gbagbo ha detto loro: «Io sono il presidente della Costa d’Avorio, su che cosa dovrei trattare?». Martedì quindi il rappresentante speciale dell’Alto Funzionario dell’Onu e l’ambasciatore francese hanno aperto delle trattative con Gbagbo. Al mattino ha detto di volersi arrendere e di volere un cessate il fuoco, e nel pomeriggio ha cambiato completamente idea. Non possiamo passare tutto il tempo a pensare al signor Gbagbo. Ora dobbiamo prenderci cura della popolazione ivoriana e preoccuparci della sua incolumità.

Che cosa è possibile fare per il Paese?

La cosa più urgente da fare, il più presto possibile, è riportare le forze dell’ordine nelle strade e nelle questure del Paese. In modo che le persone possano sentirsi sicure, uscire di casa, tornare alle loro occupazioni. Quando sarà stato risolto il problema della sicurezza, penseremo al milione di sfollati nel nostro Paese e agli oltre centomila sfollati nella Liberia.

In che cosa sono diversi i programmi politici di Gbagbo e di Ouattara?

Gbagbo ha già dimostrato qual è il suo modo di pensare: xenofobia, violenza e odio. Il programma di Ouattara invece si basa su riconciliazione, pace, ricostruzione del Paese, democrazia, buongoverno e rispetto dei diritti umani. Entrambe le forze in campo hanno fatto delle vittime.

Come è possibile la riconciliazione dopo le stragi di queste settimane?

E’ già stato possibile in altri Paesi del mondo e ci riuscirà anche la Costa d’Avorio. La riconciliazione implica il perdono di chiunque abbia subito un’ingiustizia. E questo è il motivo per cui Ouattara ha promesso di ristabilire un processo di pace e di riconciliazione esattamente come quello che è stato organizzato da Nelson Mandela nel Sudafrica del dopo apartheid. Le comunità si raduneranno, chiunque è stato vittima di un torto lo racconterà di fronte a tutti e insieme si cercherà un modo per riuscire a perdonare.

Perdonerete i sostenitori del vostro nemico numero uno?